di Ivano Porfiri
Doveva essere la conferenza stampa di fine anno della giunta. Si è trasformata nella sede per affrontare il problema di fine anno. Cioè quello dei lavoratori delle Province, tutti a rischio del posto a causa delle norme inserite nella Legge di stabilità, in discussione in Parlamento. Sia a Perugia che a Terni sono in corso mobilitazioni, in contemporanea con gli altri enti in tutta la Penisola.
Occupazione I lavoratori della Provincia di Perugia, in rappresentanza anche di quelli di Terni, hanno fatto irruzione alle 11.30 a Palazzo Donini dove doveva svolgersi la conferenza stampa di fine anno dell’Esecutivo. Circa cento di loro hanno bloccato gli assessori impedendo l’inizio dell’incontro con i giornalisti.
Le loro ragioni Alcuni rappresentati sindacali si sono rivolti agli assessori: «Il nostro problema è quello dei lavoratori delle Province di tutta Italia: se non cambiano le norme resteremo senza lavoro. Vi chiediamo di farvi promotori delle nostre ragioni nei confronti del governo. Altrimenti ne pagheranno le conseguenze i cittadini: le scuole dovranno chiudere, le strade non verranno riparate. E ne pagherete le conseguenze anche voi alle elezioni, accadrà come al Comune di Perugia».
Incontro La presidente Catiuscia Marini, dopo alcuni minuti di tensione, ha incontrato una prima volta i lavoratori in un’altra sala del Palazzo, rimandando a un successivo confronto dopo la conferenza stampa: «La loro mobilitazione ci tocca da vicino e li incontriamo con grande piacere – ha detto poi -. Il confronto col governo nel merito sta aprendo alcuni spiragli che speriamo abbiano esiti positivi».
Nuova interruzione A una successiva interruzione della conferenza stampa da parte dei lavoratori, la presidente Marini ha invitato i sindacalisti a riportare la calma: «Ci vuole rispetto – ha detto – in questa regione ci sono 40 mila disoccupati e 22 mila cassintegrati. I dipendenti della Provincia non hanno perso un euro del loro stipendio e ci stiamo occupando di loro. Ci sono persone in cassa integrazione che prendono 700 euro e stanno prendendo ora giugno. Il rispetto per tutti viene prima di ogni cosa».
«Serve tempo per riforme» «Le Province – ha detto Marini in conferenza stampa – non sono le bad company della pubblica amministrazione. Al governo diciamo che quando si fa una riforma serve un tempo congruo per accompagnare questo percorso. E non può essere il 1 gennaio 2015. Poi serve la sostenibilità finanziaria: sarebbe una follia pensare che si debba usare la leva fiscale territoriale per sostenere i costi del personale che andrà a carico della Regione. Mi auguro che l’emendamento che presenterà oggi il governo tenga conto del disagio diffuso in tutta Italia».
Lungo la scalinata Il confronto tra la presidente e i lavoratori è poi andato in scena lungo la scalinata di Palazzo Donini: per un’ora i rappresentanti hanno esposto la loro posizione e Marini ha ribadito l’impegno della Regione per venire a capo della questione.
Rsu: «No a contrapposizione» La Rsu della Provincia di Perugia replica alla marini: «Non ci stiamo al gioco di chi vuole dividere i lavoratori o contrapporli ai cittadini. Non ci sfugge la drammaticità della situazione in cui si trovano i 22 milalavoratori umbri in cassa integrazione, né tanto meno quella dei 40 mila disoccupati, dato che li incontriamo tutti i giorni nei nostri centri per l’impiego. Le dichiarazioni della presidente Marini sono state evasive, incentrate sulle limitate responsabilità che la Regione avrebbe sulla vicenda in quanto fortemente vincolata alla manovra finanziaria del governo. Appare evidente che non ci sono risposte né per garantire i servizi pubblici e né per dare continuità ai rapporti di lavoro dei circa 700 dipendenti delle Province di Perugia e Terni che rischiano la mobilità. La mattinata si è conclusa con un incontro in Prefettura durante il quale, tra le altre cose, sono stati denunciati i possibili rischi per la sicurezza delle strade e delle scuole cui le scelte governative conducono. L’assemblea è poi proseguita fino alle ore 18. Nei prossimi giorni la Rsu si adopererà continuando le iniziative di lotta, di informazione e di sensibilizzazione per difendere i servizi pubblici e il diritto al lavoro. Domattina nella Sala del Consiglio Provinciale continuerà lo stato di agitazione».
Terni La protesta è in corso anche a Terni, dove si è svolta una lunga e partecipata assemblea: «Qui si registra anche una situazione del tutto particolare – è stato detto – visto che mentre l’ente è nelle condizioni che tutti conoscono, si de ide addirittura di assumere un dirigente e questo suona quasi come una presa in giro».
GARDA L’INTERVISTA CON FABRIZIO FAZI DELLE RSU
Il sindacato Usb «Il tema della ‘giusta rinegoziazione’ delle deleghe per funzioni trasferite, che negli ultimi dieci anni sono state ‘spolpate’ dalla Regione dell’Umbria – dice il sindacato Usb – continua ad essere il ‘grande assente’ dalle comunicazioni che Cgil, Cisl e Uil continuano a rappresentare alla presidente Marini. Non si vuole comprendere, che solo l’attivazione di un tavolo tecnico che possa garantire un’attento riesame della partita dei trasferimenti, costituisce l’unico elemento idoneo a conferire dignità a ciò che resta di un ente, la Provincia, devastato dal populismo e dalla demagogia dei governi di turno E’ del tutto insufficiente infatti esortare la presidente Marini ad esercitare una ‘pressione’ sul governo Renzi. Andrebbe piuttosto esortata all’assunzione di una responsabilità politica che le appartiene ed è dovuta e che riguarda la sostenibilità, a prescindere, di servizi essenziali per il territorio e con essa, la dignità di cosa rimane delle Province, primo fra tutti il futuro occupazionale e professionale dei lavoratori e delle lavoratrici in essa impegnati».

Ale ,con Renzi si Vola…………………….Bravi ,votatelo avendolo votato……………