di Sara Calini

Mentre a Roma si discute l’ipotesi di una nuova norma che premi la buona condotta per sfoltire le carceri, dall’Umbria c’è speranza, ma anche perplessità: «Una legge può dare speranza – avverte il garante dei detenuti Giuseppe Caforio – ma senza risorse e strutture adeguate, rischia solo di inceppare ulteriormente il sistema giudiziario umbro già al collasso».

Sovraffollamento nelle carceri Il problema del sovraffollamento delle carceri in Italia – e l’Umbria non fa eccezione con il suo 30% di eccesso di presenze – desta sempre più preoccupazione. Solo lunedì scorso, è finita nel mirino di Fabio Tardani, segretario dell’organizzazione sindacale della polizia penitenziaria (Osapp), la casa di reclusione di Orvieto. In una nota, il segretario, lanciava un appello alle amministrazioni, chiedendo misure straordinarie per far fronte alla carenza di personale e al sovraffollamento in atto. Non si tratta di un caso isolato per la regione, o a livello nazionale, e le istituzioni sembrano voler rispondere, a loro modo, alla chiamata. Insieme agli interventi di ristrutturazione degli istituti penitenziari – seguiti dal commissario straordinario di governo,  Marco Doglio – si inizia infatti anche a parlare di un ulteriore intervento, stavolta di tipo normativo, per tentare di alleggerire le celle. 

La proposta di legge Al momento siamo alle chiacchiere, ma l’incontro che si è tenuto mercoledì 21, ha destato non poco stupore e ha acceso la speranza. Il presidente del Senato Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia) si è infatti incontrato con Roberto Giachetti (Iv) e Rita Bernardini, di ‘Nessuno tocchi Caino’, proprio per parlare di una risposta al problema, e sono subito iniziate le speculazioni su un’eventuale soluzione anti-sovraffollamento per chi si comporta bene. La Russa ha ascoltato la proposta di legge di Giachetti sull’indulto per buona condotta, che già esiste, e verrebbe ampliato come successo già in passato. Anziché diminuire di 45 giorni per ogni semestre di pena, si arriverebbe a 75 (prima erano 30), e solo per chi non è stato autore di alcuna aggressione o infrazione. 

La Russa Dall’incontro, è emerso che ancora la maggioranza di governo non ha trovato alcun accordo interno. Ad anticipare le buone intenzioni di La Russa, nei giorni scorsi, è stato un suo ex compagno di partito. Che oggi scrive sui giornali dal carcere, l’ex sindaco di Roma, Alemanno. Per ulteriori sviluppi, ci sarà dunque da attendere che continuino le trattative, o sperare che quantomeno rimangano aperte. Il fatto che il ‘libera carceri’ riguarderà soltanto i portatori di buona condotta potrebbe facilitare la diplomazia nell’ostile campo di centrodestra. Il presidente del Senato, ha precisato che si tratta infatti di «un provvedimento che non svuota il carcere, ma dà la possibilità a chi deve scontare la pena, di farlo in maniera civile». 

Caforio Sulla questione, a Umbria24, Giuseppe Caforio, garante dei diritti dei detenuti in Umbria, più volte in passato si è detto preoccupato per la situazione delle nostre carceri. «La nuova proposta normativa – ha sottolineato – sulla buona condotta, nasce con uno spirito di deflazione del carcere, che è apprezzabile – spiega – e mira a rimettere in libertà solo coloro che non creano problemi all’interno degli istituti di pena e sono meritevoli».

Tuttavia, Caforio esprime perplessità sull’applicabilità. «Ogni volta che c’è un cambiamento normativo di questo tipo, aumenta il carico sulla magistratura di sorveglianza. E io ho dubbi sulla capacità attuale di farvi fronte nella nostra regione: già mancano magistrati, funzionari e personale nei tribunali». In Umbria, racconta, si è già al collasso: «Abbiamo circa il 30% in più di detenuti rispetto alla capienza – solo a Terni i detenuti sono oltre 600 a fronte di 420 posti». Il rischio, quindi, è che questa legge scateni aspettative enormi da parte dei detenuti, senza che il sistema sia in grado di valutarle e gestirle in tempo utile. «Saremo sommersi di richieste – avverte – e la burocrazia si potrebbe bloccare del tutto».

Ulteriori misure Una soluzione alternativa, spiega Caforio, potrebbe riguardare la gestione di detenuti con problemi psichiatrici e di tossicodipendenza, che rappresentano – dice – sia le categorie più fragili, sia quelle che finiscono per pesare di più all’interno degli istituti umbri. «Solo a Terni ci sono 150 detenuti con problemi psichici. 120 a Spoleto e a Perugia le cifre sono simili». A Spoleto – dice ancora – «due giorni fa non c’erano posti letto e hanno fatto dormire i detenuti nelle sale sociali, senza bagno. Il settore chiamato di “transito” è diventato una zona promiscua, di emergenza permanente».

Per lui, una soluzione esiste: «Una comunità terapeutica della regione, per esempio, mi ha segnalato 70 posti liberi per detenuti tossicodipendenti, inutilizzati per motivi burocratici. Potrebbero dare ossigeno alle carceri umbre se solo si trovasse il modo di trasferirvi questi soggetti». L’auspicio dell’avvocato è che una nuova norma arrivi, e venga applicata con rigore e attenzione. «Ma, a fare le leggi – conclude – ci si mette poco. A renderle operative, è tutta un’altra storia».  

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