Le sbarre di una camera di sicurezza

di Daniele Bovi

L’Umbria è all’ottavo posto in Italia per tasso di sovraffollamento carcerario. È quanto emerge dalla relazione «Infrastrutture e digitalizzazione: Piano carceri», approvata dalla Sezione centrale di controllo della Corte dei conti sulla gestione delle amministrazioni dello Stato. 

La situazione I dati aggiornati al 31 marzo scorso indicano che nei quattro istituti penitenziari della regione sono presenti 1.639 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.339 posti. Il tasso di occupazione è quindi del 122,4 per cento, con un’eccedenza di 300 unità. Nel dettaglio, la situazione più critica si registra a Terni, dove i 567 detenuti ospitati superano del 34 per cento i 422 posti disponibili. Segue Perugia, con un tasso di sovraffollamento del 128 per cento, e Orvieto, al 118 per cento. L’unico carcere che non risulta oltre i limiti è quello di Spoleto, dove i detenuti coincidono con la capienza di 456 posti. Secondo i dati forniti dalla magistratura contabile, quasi un terzo dei detenuti in Umbria è straniero, pari a 522 persone. I detenuti in semilibertà sono 33. I numeri confermano una tendenza in peggioramento: a fine dicembre 2024, i detenuti erano 1.616, con un tasso di affollamento del 120,6 per cento.

Caforio Numeri di fronte ai quali il garante dei detenuti dell’Umbria, Giuseppe Caforio, lancia un allarme: «Le carceri umbre – ha detto all’Ansa – sono oramai prossime alla implosione». Secondo Caforio, la situazione descritta nella relazione della Corte dei conti «si è aggravata e di molto» nei mesi successivi, sia per il numero dei detenuti che per le carenze di personale penitenziario e sanitario. «Abbiamo avuto tre morti – rileva – ma la sofferenza fatta di atti di autolesionismo, mancanza di cure sanitarie e condizioni delle celle inumane ha rotto ogni equilibrio su cui si basa la convivenza nelle carceri». E aggiunge: «Il Parlamento si assuma la responsabilità di decidere».

TERNI, DIBATTITO IN CONSIGLIO DOPO IL SUICIDIO IN CARCERE

La relazione La Corte dei conti, nella sua analisi, individua l’Umbria tra le regioni con criticità evidenti, seppur meno gravi rispetto a territori come Lombardia, Puglia, Campania, Lazio, Veneto e Sicilia, dove il sovraffollamento raggiunge livelli prossimi a quella che viene definita un’emergenza. Nella relazione si evidenziano, a livello nazionali, ritardi legati a inadempienze contrattuali, mutamenti nelle esigenze detentive e carenze di finanziamenti. I giudici contabili richiamano l’urgenza di completare gli interventi già avviati e il rispetto dei criteri minimi europei per il trattamento dei detenuti.

Gli interventi Sul fronte degli interventi, per quanto riguarda Perugia nel documento si spiega che è in corso la redazione del progetto definitivo per la costruzione di un nuovo padiglione detentivo; quanto a Spoleto, ci sono interventi  di miglioramento della prestazione energetica per 1,1 milioni di euro: «Nel 2024 – scrive la Corte – si riferivano in corso di espletamento indagini geognostiche propedeutiche alla progettazione esecutiva».

L’Italia e l’UE Il quadro italiano si inserisce in un contesto europeo in deterioramento. Secondo i dati Eurostat, nel 2023 l’Italia ha registrato un tasso di sovraffollamento carcerario del 119,1 per cento, terzo peggior dato nell’Unione Europea, superata solo da Cipro (226,2 per cento) e Francia (122,9 per cento). In tredici Paesi membri si è superata la capienza delle strutture, con un aumento del 7,7 per cento della popolazione detenuta tra il 2021 e il 2023.

Tossicodipendenti Lunedì intanto nel corso di un’iniziativa a Modena il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato provvedimenti imminenti per il trasferimento dei detenuti tossicodipendenti dalle carceri alle comunità terapeutiche. «Si tratterà di comunità terapeutiche per la detenzione differenziata» ha detto, specificando che questi detenuti «più che delinquenti da punire sono malati da curare». Un problema rilevante anche in Umbria: secondo i numeri raccolti nell’estate di un anno fa dalla Procura generale, nei quattro istituti penitenziari della regione erano ben 452 i detenuti tossicodipendenti, 215 dei quali a Perugia; dipendenze alle quali in diversi casi si associano anche problemi psichici.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.