di M.R.
«Abiti per il corteo storico non concessi, sede sempre chiusa, mancata collaborazione e adesione negata con motivazioni discutibili». Queste le ragioni, esposte dai rappresentanti di Bac (l’associazione Borgo arti Collescipoli), che sarebbero alla base di un acceso contrasto con la pro-loco. Criticità nei rapporti tra associazioni che potrebbero arrivare sul tavolo di un giudice, a meno che il Comune di Terni non riesca a riportare serenità, facendo leva sulle finalità di promozione sociale, culturale e turistica che tali realtà associative dovrebbero perseguire.
Le acredini si trascinano ormai da tempo, tanto che il dirigente comunale competente, Andrea Zaccone, dopo un primo tentativo di mediazione andato a vuoto, era pronto a rappresentare il problema alla Regione, in quanto titolare del registro delle proloco. Tuttavia, grazie a un’interrogazione di Roberto Pastura ed Elena Proietti Trotti di Fratelli d’Italia, la vicenda lunedì mattina è approdata sui banchi della Seconda commissione presieduta dalla consigliera Ap Marina Severoni. Presente l’assessora Tiziana Laudadio che si è resa disponibile a tentare di sanare la frattura creatasi nei rapporti interni alla bella frazione del Comune di Terni.
Alla seduta pubblica hanno partecipato, e hanno avuto modo di dire la propria, i volontari dell’associazione Bac: «C’è un patrimonio umano importante – ha rappresentato Marco Diamanti – che vuole mettersi al servizio del borgo per il suo rilancio e gli viene negata la possibilità di farlo appieno. Una pro-loco oltre statuti, burocrazia e dinamiche interne, ha una responsabilità verso il borgo e dovrebbe essere accogliente verso chi si prodiga per il bene del posto. Qui siamo invece di fronte a una proloco che tiene in ostaggio beni pubblici, tra i quali gli abiti storici per la sfilata».
Alla base dell’aspro scontro tra le parti c’è in particolare l’atto col quale la pro-loco ha negato l’accesso a nuovi soci. Nel provvedimento si fa riferimento a condotte diffamatorie che i richiedenti avrebbero posto in essere, nonché a vizi di forma nella richiesta degli appositi moduli da compilare. Per l’avvocato Sciarretta, direttamente coinvolto all’interno di Bac, «un atto illegittimo. Lo impugneremo davanti al Tribunale di Terni». Prima di procedere per vie legali, l’ultima spiaggia è rappresentata dall’azione politica che potrebbe mettere in campo Palazzo Spada.
L’accusa mossa alla pro-loco di Collescipoli è quella di una «gestione personalistica di beni della collettività» All’ente è stato dunque chiesto farsi parte attiva per promuovere un’intesa. La strategia della Seconda commissione è quella di avviare audizioni di tutte le parti coinvolte, alla presenza non solo del dirigente Zaccone, ma anche di Federico Nannurelli, per le competenze in materia di patrimonio dell’ente. In attesa di conoscere l’esito di tale percorso intrapreso, Pastura ha chiesto e ottenuto dall’amministrazione la garanzia che il contratto di concessione a titolo oneroso del piano terra dell’ex palazzo comunale, che era in capo alla proloco, non sia rinnovato. Risulta peraltro scaduto dal febbraio del 2025.
In sede di audizione, così come suggerito dalla consigliera Cinzia Fabrizi (gruppo Misto), il presidente della pro-loco, Roberto Laurenzi, sarà chiamato a fare chiarezza sul numero di associati, sulle adesioni negate, sulle motivazioni che hanno portato all’adozione dell’atto che Bac vuole impugnare e su tipo e numero di iniziative messe in campo nel tempo per la valorizzazione del borgo di Collescipoli. Come sottolineato dalla Severoni, una relazione dettagliata su eventi e soci sarà richiesta anche alla controparte.
