Si comincia a registrare qualche opportunità in più riguardo all’accesso alle professioni sanitarie, sia a livello nazionale che regionale. Il segno evidente di qualche risposta che si prova a dare a quella che è rappresentata, da più parti, come una vera emergenza: i camici bianchi. Ovviamente non parliamo soltanto di medici, ma anche di infermieri ed altre figure di cui si avverte un crescente bisogno, in periferia come nei centri più abitati. La geografia delle professioni sanitarie è una immagine dinamica dagli evidenti cambiamenti: aprendosi un vuoto, l’interesse privato si organizza e trova opportunità, spostando anche sul territorio i nuovi confini della formazione.
Per l’anno accademico 2026/27 i posti disponibili in Italia aumentano di 1.431 unità rispetto al 2025/26, con una crescita concentrata soprattutto nei corsi triennali. Anche l’Umbria partecipa a questa espansione attraverso la propria rete formativa pubblica e, parallelamente, vede consolidarsi una nuova presenza privata nel settore sanitario. È il caso della Link Campus University a Città di Castello, dove dal 2025 sono attivi Infermieristica, Fisioterapia e Osteopatia e dove per il nuovo anno accademico è entrata nell’offerta anche Odontoiatria.
Il quadro nazionale elaborato dal ministero dell’Università e della Ricerca mostra un aumento consistente della capacità formativa. Nelle lauree triennali i posti passano da 38.444 a 39.624, con 1.180 disponibilità in più. La crescita maggiore riguarda la classe L/SNT2, quella delle professioni sanitarie della riabilitazione, che aumenta di 859 posti. La L/SNT3, che comprende le professioni tecnico-sanitarie, cresce di 211 posti, la L/SNT1 di Infermieristica e Ostetricia di 64 e la L/SNT4 di 46.
Aumentano anche i posti delle lauree magistrali, da 4.321 a 4.572, con 251 disponibilità aggiuntive. In questo caso il dato è fortemente influenzato dalla nuova organizzazione della formazione infermieristica: il Mur ha introdotto tre nuovi indirizzi clinici, dedicati alle cure primarie e all’infermieristica di famiglia e comunità, alle cure intensive e all’emergenza e alle cure neonatali e pediatriche. Complessivamente i nuovi percorsi contribuiscono all’espansione dell’offerta magistrale infermieristica, mentre le altre classi registrano una riduzione dei posti.
Il dato nazionale arriva in un momento nel quale la disponibilità di professionisti sanitari rappresenta una delle questioni più rilevanti per il sistema sanitario. L’ampliamento dei posti universitari aumenta infatti la capacità di formare nuovi infermieri, fisioterapisti, tecnici sanitari, logopedisti e le altre figure richieste dal Servizio sanitario nazionale, ma gli effetti sul mercato del lavoro non sono immediati.
In Umbria il riferimento principale rimane l’Università degli Studi di Perugia, che dispone di una rete formativa articolata e non concentrata esclusivamente nel capoluogo. L’offerta comprende Infermieristica, Fisioterapia, Ostetricia, Logopedia, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica, Tecniche della prevenzione e gli altri percorsi dell’area sanitaria, con attività formative distribuite anche sul territorio regionale. Per il 2026/27 l’ateneo ha pubblicato i bandi per i corsi a numero programmato delle professioni sanitarie.
I dati AlmaLaurea restituiscono inoltre alcuni indicatori: nel 2025 i laureati in Medicina e Chirurgia a Perugia sono stati 242. Tra i laureati del 2024 intervistati a un anno dal titolo, il tasso di occupazione degli studenti che non lavoravano già al momento della laurea è risultato del 93,9%; a tre anni sale al 100% e a cinque anni si attesta al 95,7%. Il 76,7% dichiara inoltre che sceglierebbe nuovamente lo stesso corso nello stesso ateneo.
È dentro questo sistema pubblico già strutturato che va interpretata l’avanzata privata. La Link Campus University non ha a Città di Castello un corso di Medicina e Chirurgia da mettere in diretta concorrenza con quello dell’Università di Perugia. La presenza privata nella città riguarda le professioni sanitarie e, dal 2026/27, Odontoiatria.
La Link Campus University ha ottenuto nel 2025 l’accreditamento ministeriale. La programmazione del primo bando per il 2025/26 prevedeva 95 posti per Infermieristica, 70 per Fisioterapia e 70 per Osteopatia, per complessivi 235 posti destinati agli studenti Ue. I corsi sono collegati alla Usl Umbria 1 per la formazione prevista nell’ambito dei percorsi. Per il 2026/27 la programmazione iniziale dei tre corsi è stata confermata sullo stesso ordine di grandezza: 95 posti per Infermieristica, 70 per Fisioterapia e 70 per Osteopatia. La novità del 2026/27 è l’ingresso di Odontoiatria e protesi dentaria. Per Città di Castello il bando indica 55 posti per studenti Ue e 5 per studenti extra Ue, 60 posti complessivi. La sede ha inoltre previsto posti per studenti provenienti da altri atenei e interessati al trasferimento agli anni successivi. Per il 2026/27 il bando indica, tra gli altri, 84 posti al secondo anno e 90 al terzo di Infermieristica, 26 al secondo e 24 al terzo di Fisioterapia, 67 al secondo e 72 al terzo di Osteopatia. Sono disponibilità per trasferimenti e non nuovi posti del primo anno. Insomma in poco più di un anno Città di Castello è diventata sede di una presenza universitaria privata nell’area sanitaria articolata su tre corsi delle professioni sanitarie e su Odontoiatria. Inoltre per i corsi di Città di Castello la Link prevede una riduzione delle rette del 20% per i residenti nel comune e nelle province di Perugia e Arezzo e del 10% per i residenti in Umbria, Toscana e Marche. Quanti dei posti disponibili vengono effettivamente ricoperti è da vedere ed è l’elemento che più di altri segna la dimensione della trasformazione.


