di Cristiana Mapelli
Stop alla progettazione del ponte sul Tevere di Montemolino dalla Soprintendenza archeologica dell’Umbria e da quella “speciale” per il Pnrr. Un parere negativo, risalente ad agosto, che arriva altamente motivato, poiché il ponte è considerato «bene culturale e con un indubbio valore storico legato al suo essere testimonianza ed espressioni delle trasformazioni socio-culturali e delle evoluzioni nelle tecnologie delle costruzioni e dell’industria nel XX secolo». Che tradotto significa che il ponte sul Tevere di Montemolino, secondo le due soprintendenze, dovrebbe essere conservato nella sua immagine attuale, escludendo categoricamente la soluzione avanzata dalla Regione.
Piano di interventi Gli interventi sono stati resi necessari dal fatto che la circolazione avviene oramai da anni a senso unico alternato con intenso traffico di coloro che, quotidianamente, transitano sul ponte che collega il territorio tuderte a quello di Marsciano. Così la giunta regionale ha approvato nel piano di interventi di messa in sicurezza delle strade un finanziamento di 4,8 milioni di euro per la piena riattivazione della funzionalità del ponte. Ma sul piatto, oltre a quella dell’adeguamento strutturale, c’erano più soluzioni. Tra cui quella di realizzare un nuovo ponte e la relativa nuova viabilità. Una soluzione più fattibile, forse con tempistiche e costi diversi, ma che in passato era stata caldamente opzionata anche da alcuni sindaci della zona. Come quelli di Monte Castello di Vibio, Fratta Todina, Marsciano, San Venanzo.
La bocciatura Ora a mettere definitivamente una pietra sopra alla progettualità della Regione è la Soprintendenza speciale per il Pnrr che, nero su bianco, ad agosto ha comunicato il parere sfavorevole in quanto «l’intervento proposto risulta alterare profondamente l’autenticità del bene in oggetto, il cui impianto strutturale rappresenta una testimonianza da preservare». Le alternative? Un intervento di miglioramento sismico «che contempli opportuni rinforzi, collegamenti tra elementi di nova progettazione e quelli originali e, dove necessario, la sostituzione di parti ed elementi che hanno perso capacità importante». Oppure, la realizzazione di un nuovo ponte.
L’interrogazione Intanto dal consiglio regionale, il dem Michele Bettarelli (vicepresidente dell’assemblea legislativa) annuncia l’intenzione di presentare una interrogazione urgente sull’argomento. «Se la Regione avesse recepito a suo tempo le istanze dei sindaci del territorio – ha detto Bettarelli – l’opera poteva già essere stata realizzata. Ora i fondi del Pnrr, per un intervento che dovrà essere progettato e realizzato entro il 2026, sono a rischio».
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