Sciurpa e Pampanelli (foto U24)

di Daniele Bovi

Sul terreno che la parrocchia vorrebbe usare per costruire la nuova chiesa e il resto delle strutture, è vietata l’edificazione. A sostenerlo sono il comitato nato in difesa del campo da calcio di Ponte della Pietra, che in caso di sì alla varante al Prg sparirebbe, e il capogruppo del Prc in consiglio comunale Emiliano Pampanelli. Sparizione che in una conferenza stampa tenuta martedì il numero uno del comitato Daniele Sciurpa e il consigliere chiamano hanno chiamato «un’evidente ingiustizia», contro la quale sono state messe sul tavolo otto osservazioni di carattere tecnico e una promessa: «Se necessario ricorreremo anche al Tar». L’affaire che da settimane tiene banco potrebbe quindi finire in tribunale a suon di carte bollate.

LE OSSERVAZIONI
I VINCOLI IDROGEOLOGICI

Le otto osservazioni presentate si basano sostanzialmente su tre punti. Il primo riguarda gli aspetti viari: quando la Provincia ha compiuto l’intervento su Ponte della Pietra era prevista la realizzazione dell’area Acfi 4. Oggi, al contrario, le strutture sorgerebbero in un’altra zona, proprio a ridosso della nuova viabilità «con il rischio – spiega Sciurpa – di congestionare l’area». Il secondo è quello «più importante»: il complesso verrebbe costruito su un terreno che una delibera del Comune (la 64 del 2012) classifica come ‘Zona B’, sulla quale deve essere impedita qualunque costruzione. «Perché – domanda Sciurpa – alla parrocchia viene permesso di fare tutto?». Il terzo attiene al fatto che l’intervento proposto dalla Curia finirebbe per «cementificare l’area, eliminando un’importante zona verde e cancellando un campo sportivo ad 11, unico in grado di garantire l’attività giovanile della società sportiva».

CARTINA: IL PROGETTO DELLA PARROCCHIA – LA VICENDA
L’OFFERTA DELLA SIMPLA CARTINA

Pampanelli inoltre non è convinto della ‘soluzione’ di usare come nuovo campo da calcio quello di Pila, a pochi chilometri di distanza. Giorni fa suor Roberta Vinerba aveva infatti spiegato che il Comune l’avrebbe acquistato e che in un tempo ragionevole l’avrebbe sistemato: «Su questo – dice il consigliere – non c’è nulla di ufficiale e non mi risulta ci sia l’assenso del sindaco». Un punto sui cui Pampanelli e Sciurpa battono poi con forza è quello che riguarda un altro terreno, oggetto per anni di lunghe trattative tra parrocchia e la società Simp che lo possiede. Trattative saltate, come ha spiegato suor Vinerba, per ragioni tecniche: «Dovevano trovare un accordo tra di loro – dicono – e fare il complesso lì. E non adducano la scusa del fosso da deviare: sulla cartina è ovvio che ci sia un angolo retto, poi quando lo si realizza tecnicamente è ovvio che il raggio della curva cambi».

FOTOGALLERY: I LUOGHI INTERESSATI

«L’accordo – spiega Pampanelli – era pronto dal notaio e poi è misteriosamente saltato. Perché? Suor Vinerba ha detto che lì non vogliono costruire, forse l’ostacolo sono i nomi delle ditte?». Pampanelli poi vorrebbe vedere il progetto definitivo e non quello presentato giorni fa: «Quello – dice – non è di certo un progetto che ad oggi non c’è. Com’è possibile che a poche settimane dalla scadenza dei finanziamenti della Cei ancora non ci sia? Come mai non è stato reso pubblico? Come faranno i consiglieri a votare una variante senza sapere i dettagli?». Pampanelli giura che la sua non è una battaglia ideologica, una sorta di Peppone e Don Camillo a tempo abbondantemente scaduto: «Riconosciamo il ruolo e il lavoro che fanno chiesa e oratorio, ma come ho detto al neo-cardinal Bassetti una chiesa deve essere simbolo di unità e non di discordia. Non ho cercato di mettere il cappello sulla protesta ma solo di trovare una soluzione che lascia il campo lì dov’è».

Twitter @DanieleBovi

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3 replies on “Ponte della Pietra, Comitato e Prc: «Su quel terreno non si può costruire. Arriveremo fino al Tar»”

  1. Ma per piacere…”non ho cercato di mettere il cappello sulla protesta”? Ma è chiaramente una faida politica…le osservazioni sono state completamente smontate già nella conferenza stampa (specialmente quella del terreno che, guarda un po’, è DIVENTATO esondabile a causa di un piccolissimo abuso edilizio e già risolta…di fatto si costruirebbe solo nella zona in fascia B, cioè compatibile con le attività antropiche purché vengano seguiti alcuni criteri ed indirizzi). Oltretutto bisogna dire che:

    1) IN OGNI CASO il campo non ci sarà più, non è che se non si costruisce rimane il campo.

    2) Nel progetto sono previsti: campo da calcio a 5, campo di volley, parco attrezzato con i giochi per i bambini…ed in più la parrocchia acquisterà una parte di terreno adiacente per fare un campo da calcio a 7.

    3) La proposta fatta da Simp in seconda istanza era addirittura PEGGIORATIVA rispetto alla prima.

    4) Se Pampanelli, Sciurpa & co. avessero a cuore l’esistenza di un campo sportivo attrezzato per il calcio a 11 (N.B.: nei 10 Km di raggio intorno all’attuale zona del campo ci sono circa 20 campi da calcio a 11 di cui la maggior parte in erba) si impegnerebbero con il sindaco a far si che l’impegno preso grazie alla parrocchia (ovvero quello di acquisire e regolamentare il campo di Casenuove) vada a buon fine nei tempi ragionevoli promessi.

    5) Non parliamo poi dell’idiozia sull’aumento del traffico.

    In ogni caso spero di vedere una lotta simile dallo stesso Pampanelli per il Todis che stanno costruendo DI FRONTE all’Emisfero.

    Linko la conferenza stampa:
    http://www.youtube.com/watch?v=bXblOsrfH6Q

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