foto archivio

di M. R.

È un’Umbria che sorride, almeno quella dipinta dall’Arpa. Di questi tempi, i bassi livelli di inquinamento registrati dalle centraline dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, costituiscono probabilmente l’unica nota positiva in una situazione surreale, in cui ‘il mostriciattolo’ Coronavirus sta mettendo a dura prova la salute, gli ospedali e l’economia tutta.

Aria buona Il fatto che l’ultimo sforamento dei parametri di legge, in termini di Pm10, risalga al 23 febbraio scorso, è forse poca cosa per la provincia di Perugia, ma è di sicuro un fatto rilevante invece per il Ternano. Non a caso, le ultime a segnare un dato da ‘bollino rosso’ sono state nella settimana dal 17 al 23 del mese scorso, le centraline di Maratta e Le Grazie proprio nella Conca. Un anno fa, nello stesso periodo, le cose andavano diversamente e sforamenti del cosiddetto valore soglia di polveri sottili si registravano anche nel Perugino.

Pm10 Evidentemente, le restrizioni imposte dal governo, e quindi la imitazione degli spostamenti delle persone, ha avuto i suoi effetti anche sulla qualità dell’aria, inalterata nonostante il sindaco di Terni Leonardo Latini abbia sospeso le limitazioni da ordinanza antismog (in genere in vigore sino alla fine di marzo). Nel frattempo, peraltro, va sottolineato, le attività produttive, quindi le industrie, almeno per il momento, continuano a marciare. Dal 24 febbraio scorso nessuno sforamento, e per più di dieci giorni si sono registrati bassi livelli di polveri sottili ovunque; in più di un’occasione rilevati valori di Pm10  cosiddetti accettabili (fra 36 e 50 microgrammi per metro cubo), ma in buona sostanza sull’Umbria sta soffiando aria pulita e, come dimostrano le previsioni Arpa, sarà così anche nei prossimi giorni.

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