«Entro il 2017 l’anello ciclo-pedonale del lago Trasimeno sarà completato». Ad annunciarlo l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, che in Consiglio regionale ha risposto a una interrogazione del consigliere Marco Squarta (Fratelli d’Italia), con la quale chiedeva «il crono-programma, visto che ad oggi la pista risulta lastricata di buoni propositi, coperta di erba, dissestata in molti tratti, ed in altri soggetta ad allagamenti». Squarta ha ricordato che «tre milioni di euro di risorse pubbliche sono state già spese e ulteriori tre milioni di euro di fondi statali saranno spesi per il completamento dell’anello, senza che però nessuno sì preoccupi di renderlo fruibile». Squarta ha anche ricordato il servizio della tv tedesca del 2014 sul degrado di vari tratti della pista. Infine ha denunciato come assurda «la previsione di realizzare a ridosso del futuro tratto che dovrebbe completare l’anello, l’ampliamento di un vecchio impianto di compostaggio».
Cecchini tetta i dempi L’assessore ha spiegato che «i lavori di ristrutturazione dei tratti esistenti, attualmente in corso, saranno completati entro l’estate del prossimo anno, mentre per la parte mancante contiamo di terminarli entro la fine del 2017. Trattandosi di aree di alto valore naturalistico c’è bisogno di tutte le autorizzazioni della Soprintendenza. Questo ha fatto slittare la tempistica. Abbiamo trovato una soluzione, cosa che però ci ha fatto perdere alcuni mesi. Per il tratto mancante, in particolare, dopo alcuni pareri negativi, lo scorso dicembre abbiamo ottenuto parere positivo e ora siamo nelle condizioni di procedere con il nuovo soprintendente. Per quanto riguarda il vecchio impianto di compostaggio, la proposta presentata non aumenta la quantità di rifiuti ma prevede la riqualificazione della struttura che sta lì da oltre trenta anni».
Controreplica Nella sua replica Squarta ha auspicato che «il crono-programma tracciato dall’assessore possa essere finalmente rispettato. Speriamo che la pista ciclabile non continui ad essere oggetto di attenzione della stampa europea, comportando danni anche al turismo umbro».
