Luca Barberini (foto F.Troccoli)

di D.B.

Circa 70 milioni di euro da poter spendere da qui ai prossimi anni tenendo conto «dei mutati bisogni della comunità umbra» e mettendo al centro il cittadino. Le parole sono dell’assessore regionale al Welfare Luca Barberini che giovedì a palazzo Cesaroni ha presentato, in Terza commissione, il nuovo Piano sociale regionale che si fonda «su un principio di maggiore equità – ha detto ancora Barberini – per migliorare inclusione e coesione sociale e calibrare meglio le prestazioni sociali con i cittadini che saranno non solo destinatari ma anche protagonisti delle azioni che saranno messe in campo». Sul documento la discussione è appena iniziato tanto che al termine della seduta la Commissione ha deciso di dare vita a un’ulteriore fase di partecipazione convocando la vasta platea di soggetti interessati per una audizione pubblica.

Le novità Tra le novità c’è il monitoraggio sull’efficacia delle azioni messe in atto dalle zone sociali: «Si potrà misurare – ha assicurato Barberini – lo stato di bisogno dei cittadini e gli interventi fatti nel sociale, tramite un meccanismo di controllo su chi riceve sostegno e chi no, grazie alla messa in rete delle strutture coinvolte». Oltre a ciò un capitolo è dedicato «alle risposte all’emergenza sociale, con la creazione di un modello umbro – sostiene l’assessore – di servizi socio-comunitari in grado di rispondere all’emergenza, con particolare attenzione alle aree interne, specialmente montane, territori più fragili sia in base agli indicatori economici che per la maggiore presenza di anziani». Nel complesso si tratta di un Piano che tiene conto delle diverse esigenze delle comunità e che deve necessariamente tenere conto di alcuni numeri: l’Umbria è la regione con la più alta percentuale di ultra 75enni, dove si assiste «a una contrazione – ha osservato Barberini – della percentuale di stranieri che risiedono in Umbria. La tendenza è verso un lieve ma costante calo».

Il Piano Al centro della programmazione ci sono le zone sociali, per le quali per la prima volta sono previste premialità e penalità, mentre l’assessorato darà le linee generali cercando di rendere i servizi omogenei in tutto il territorio. «Le zone sociali – ha detto sul punto Barberini – si devono riappropriare del loro ruolo, intervenire su anziani o giovani, porre attenzione sui flussi migratori. La situazione è diversa da zona a zona, per esempio attualmente la Valnerina è la zona sociale con la percentuale più bassa di popolazione straniera ma più alta di anziani. Il ruolo delle zone sociali sarà importante per il protagonismo che viene loro richiesto e per la definizione degli obiettivi». Quanto alle risorse, sul piatto ci sono i 55 milioni del Fondo sociale europeo: 41 per inclusione attiva, riduzione della povertà e dell’esclusione sociale, incremento dell’occupabilità e promozione delle pari opportunità; oltre a questi ci sono 14 milioni per il miglioramento dell’accesso ai servizi, sostenibili e di qualità. Quasi sette milioni inoltre sono destinati al fondo per la non autosufficienza e oltre nove dei quali 4,6 riguardano il Fondo nazionale politiche sociali, 4,5 quello sociale regionale, 123 mila euro per le politiche a favore della famiglia e 25 mila per le politiche giovanili.

«Dopo di noi» Sempre in tema di risorse oltre 1,3 milioni di euro, per la precisione un milione 350 mila euro, toccheranno all’Umbria in base al decreto sul Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità, noto come «Dopo di noi». A dare il via libera giovedì alla ripartizione delle risorse è stata, all’unanimità, la Conferenza delle Regioni. Complessivamente si tratta di 90 milioni relativi all’anno 2016, «uno strumento fondamentale – ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza – per sostenere progetti individuali per le persone con disabilità gravi, definendo gli specifici sostegni necessari, a partire dalle prestazioni sanitarie e sociali nell’ambito di progetti che saranno definiti con la più ampia partecipazione possibile del disabile».

Bonaccini «Per questo motivo – aggiunge – credo che sia da sottolineare soprattutto il percorso programmato di accompagnamento verso l’autonomia e l’uscita dal nucleo familiare di origine, anche attraverso soggiorni temporanei al di fuori della famiglia. Così come è importante per coloro che sono privi del sostegno familiare, prevedere residenzialità che guardino anche a diverse modalità, inclusa l’abitazione di origine, gruppi-appartamento o soluzioni di co-housing che mettano al centro la tutela del diritto della persone disabile. È un passo importante che rende più sostenibili gli interventi di welfare già attivati nelle diverse Regioni».

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Piano sociale: sul piatto 70 milioni, sanzioni e premi per zone sociali. Disabili, all’Umbria 1,3 mln”

  1. la manutenzione delle strade dei piccoli comuni(((Valtopina)))) dove ci sono giovani ed anziani che trovano difficoltà particolarmente d’inverno con il ghiaccio e la neve e non si interessa nessuno??????

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