È una situazione «peggiore di quella dello scorso anno e degli anni precedenti» quella denunciata martedì dai vertici del Rugby Perugia Junior a proposito del campo di Pian di Massiano. Una questione non nuova e che riguarda l’utilizzo della struttura pubblica, la cui gestione è stata affidata nel 2022 a seguito di un bando dal Comune, proprietario dell’area, all’Acea Rugby Perugia. Sulla pagina Facebook del Rugby Perugia junior martedì il presidente della società sportiva, l’avvocato Federico Baldinelli, è andato all’attacco con un lungo video nel quale spiega qual è lo stato dell’arte.

Situazione peggiore «A metà ottobre – dice il presidente – a un mese e mezzo dall’inizio dell’attività, la situazione del campo rugby di Pian di Massiano è, se possibile, ancora peggiore di quella dello scorso anno e degli anni ancora precedenti quando, per ottenere anche il minimo di quanto spettante ai sensi di leggi e convenzioni, il Rugby Perugia Junior fu costretta a ricorrere ai tribunali, nel continuo tentativo di sabotaggio da parte della Acea Rugby Perugia, gestore, e nella totale inerzia del Comune di Perugia». La convenzione stipulata tra Comune e società prevede infatti il rispetto di alcuni obblighi attinenti alle finalità sociali dell’impianto, come quello del «massimo utilizzo». Insomma, essendo un bene pubblico il campo va sfruttato al massimo. Oltre a ciò, va garantito almeno il 20 per cento dell’orario complessivo alle società che ne fanno richiesta.

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Gli orari Baldinelli spiega che a luglio lo Junior aveva chiesto l’utilizzo il lunedì e il giovedì dalle 15.30 alle 20; alla fine, però, gli spazi sono stati concessi solo il lunedì. Il risultato è che lo Junior deve «elemosinare quelli di altri sport, come il campo da baseball o impianti a Collestrada e Colle Umberto». Dopo una serie di mail inviate all’Acea, ai tecnici del Comune, al sindaco Andrea Romizi e all’assessore Clara Pastorelli, la società di Baldinelli ottiene il piano di utilizzo dell’impianto, dal quale emerge che il campo viene concesso il giovedì (e non più il lunedì) e il sabato dalle 17 alle 20, «giorno in cui però – sottolinea l’avvocato – i ragazzi non si allenano e non lo utilizzano». «Il principio del massimo utilizzo – attacca – viene vilipeso».

Campo vuoto «Il tutto mentre nell’altro giorno richiesto il campo comunale da Rugby rimane vuoto, così come per larga parte dell’intera settimana. L’Acea Rugby Perugia infatti – dice lo Junior – riesce a occuparlo, al massimo, solo per 12 ore delle 35 disponibili (sarebbero 70 se l’impianto fosse utilizzato per intero) dal lunedì al venerdì, essendo rimasta con una sola squadra iscritta ai campionati, più un gruppo ragazze e minirugby per tre ore settimanali. Quindi lo Junior fuori e sui tre campi di Pian di Massiano nessuno». Baldinelli tira in ballo il Comune spiegando che «dovrebbe essere il controllore, cioè il dirigente comunale responsabile, a intervenire, anche qui in forza di un suo preciso obbligo giuridico», e anche il consigliere comunale di FI Alessio Fioroni, socio dell’Acea. La partita è appena iniziata.  

Nota consiglieri Pd «Quello che accade è grave, e si ripropone di nuovo ancora a distanza di un anno». Così una nota stampa i consiglieri comunali Pd Zuccherini e Bistocchi. «Il tutto – continuano – a danno di giovani che vogliono praticare uno sport bello e nobile, ai quali viene, in qualche modo, vietato il campo da gioco per le poche ore necessarie per gli allenamenti. «Lo scorso anno, di fronte ad una situazione simile, – commenta il Consigliere Zuccherini – ho attivato la commissione controllo e garanzia per chiedere il rispetto della convenzione, e successivamente la situazione si è sbloccata. Siamo pronti – proseguono Zuccherini e Bistocchi – a porre in essere altre azioni anche questa volta, come già fatto in passato. E tuttavia, è paradossale che ogni anno si ripeta la stessa situazione. L’Amministrazione anche questa volta non è stata all’altezza delle aspettative della città e dei bisogni dei cittadini, incapace di gestire una situazione portata all’estremo e in procinto di scoppiare».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.