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Il cimitero monumentale di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

Salvo intoppi dovrebbe tornare alla piena operatività dalla prossima settimana il forno crematorio di Perugia. La struttura, che si trova al cimitero monumentale di Monterone, è chiusa da circa tre settimane per una crepa apertasi sulla muratura interna. Secondo quanto riferito a Umbria24 dal Comune, tra mercoledì e giovedì la ditta incaricata dopo la sistemazione del danno ha in programma gli ultimi controlli e test relativi ai fumi, al calore e così via. Poi, dopo lo stop di Ferragosto, i tecnici torneranno a lavorare da lunedì per i test finali e, a quel punto, salvo ulteriori imprevisti, l’impianto potrà tornare a funzionare.

I disagi Lo stop di quello che è finora l’unico forno non solo della città ma regionale, ha ovviamente creato ritardi e disagi ai familiari dei defunti. Come segnalato da diversi lettori a Umbria24, c’è chi ha dovuto trasferire la salma a Cesena per effettuare la cremazione, sobbarcandosi un costo complessivo di oltre mille euro, mentre altri sono in attesa di capire il da farsi. Chi può aspetta ma le strutture cimiteriali o le camere mortuarie hanno limitazioni di spazio e tempistiche rigide per la conservazione delle salme.

Secondo impianto Il guasto fa tornare di nuovo d’attualità il tema della mancanza di strutture in Umbria. Il Comune di Terni ha deciso nei mesi passati di costruire un proprio impianto attraverso un project financing con un gruppo privato per un investimento complessivo di 4,6 milioni di euro, mentre Perugia ha scelto di procedere in proprio con la costruzione di un secondo impianto, sempre all’interno del cimitero monumentale. Anche in questo caso le procedure sono state avviate da tempo e il cantiere per la seconda linea dovrebbe partire a settembre; con la struttura in funzione, l‘obiettivo è garantire la cremazione in 24 ore.

Domanda in crescita La scelta di realizzare una seconda linea crematoria nasce da una crescita costante della domanda. A livello nazionale la cremazione ha raggiunto circa il 40 per cento delle pratiche funerarie e a Perugia il trend è ancora più marcato, con oltre 2mila cremazioni su circa 3mila operazioni cimiteriali nel triennio 2022-2024. Più della metà delle richieste arriva da fuori comune, a testimonianza del ruolo dell’impianto come punto di riferimento su scala regionale. A incidere sulla decisione è stato anche lo stato dell’impianto esistente, attivo dal 1895 e sottoposto a forte stress durante l’emergenza Covid, che ne ha accelerato il deterioramento. 

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.