È tornato in funzione da venerdì il forno crematorio del Comune di Perugia, al cimitero monumentale di Monterone, dopo circa tre settimane di sospensione dovute a un guasto alla struttura interna dell’impianto. Lo stop si era reso necessario dopo la comparsa improvvisa di una crepa nella muratura interna del forno, che provocava una dispersione di calore e non permetteva di raggiungere le temperature necessarie per le cremazioni. Il Comune ha quindi disposto un intervento straordinario per rifare la parte interna dell’impianto. Prima della riapertura sono stati eseguiti controlli e collaudi per verificare la tenuta del forno, l’assenza di dispersioni e il corretto funzionamento dell’impianto.
I controlli I lavori sono proseguiti anche nei giorni di Ferragosto per ridurre i tempi di sospensione. La chiusura ha provocato inevitabili disagi alle famiglie, anche perché quello di Perugia è finora l’unico forno crematorio della regione. Durante lo stop alcuni familiari hanno dovuto trasferire le salme fuori dall’Umbria, anche a Cesena, sostenendo costi superiori ai mille euro, mentre altri hanno dovuto attendere la ripresa del servizio, in una situazione resa più complessa dai limiti di spazio e dai tempi di conservazione nelle strutture cimiteriali e nelle camere mortuarie.
Gli impianti Il guasto ha riportato al centro anche il tema della capacità degli impianti crematori in Umbria. A Perugia è prevista la realizzazione di una seconda linea all’interno dello stesso cimitero monumentale, mentre il Comune di Terni ha avviato il progetto per un proprio impianto attraverso un accordo con un gruppo privato, con un investimento complessivo di 4,6 milioni di euro. A Perugia, in particolare, i lavori per la seconda linea partiranno a settembre e avranno una durata prevista di circa un anno.
Due linee «La seconda linea – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Zuccherini – rappresenta un investimento importante per migliorare in modo strutturale il servizio offerto alla città. Una volta completato l’intervento potremo disporre di due linee pienamente operative, aumentando la capacità dell’impianto e, soprattutto, garantendo una maggiore continuità del servizio». La presenza di due linee consentirà infatti di mantenere operativo il forno mentre una delle due viene sottoposta a manutenzione, riducendo il rischio di nuove interruzioni.
Numeri in crescita La nuova struttura risponde a una domanda di cremazione in crescita. Nel triennio 2022-2024 a Perugia sono state effettuate oltre 2mila cremazioni su circa 3mila operazioni cimiteriali. Più della metà delle richieste è arrivata da fuori comune, confermando il ruolo dell’impianto come riferimento per un’area più ampia della città. A livello nazionale invece la cremazione rappresenta ormai circa il 40 per cento delle pratiche funerarie.
La storia Sul progetto della seconda linea pesa anche la storia dell’impianto esistente, attivo dal 1895 e sottoposto a un forte utilizzo durante l’emergenza Covid, periodo che ha accelerato il deterioramento della struttura. «Si è trattato di un guasto improvviso – sottolinea Zuccherini – che richiedeva un intervento non rinviabile e particolarmente delicato. La priorità è stata ripristinare l’impianto garantendo tutte le condizioni necessarie per il suo corretto funzionamento». Oltre all’aumento della capacità complessiva e alla maggiore continuità del servizio, l’obiettivo è anche quello di effettuare le manutenzioni senza fermare completamente le cremazioni.
