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Una giornata di caldo nel centro di Perugia (©️Fabrizio Troccoli)

Da una parte un luglio con temperature ben al di sopra della media e molti bollini rossi, dall’altra una mortalità che non ha avuto impatti particolarmente negativi, specialmente per quanto riguarda le fasce più fragili della popolazione. È questo il quadro che emerge dal Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore, curato per il ministero della Salute dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.

Le anomalie Nel capoluogo umbro le temperature hanno mostrato anomalie particolarmente marcate rispetto alla media del periodo 1996-2025: la media è stata infatti superiore di circa 1,5 gradi, mentre la massima di oltre 3 gradi. Ancora più evidente lo scostamento della temperatura apparente massima, cresciuta tra 3,5 e 4 gradi rispetto al riferimento storico. Anche le temperature rilevate alle 8 del mattino sono state superiori di oltre 2,5 gradi e il punto di rugiada, indicatore della presenza di umidità nell’aria, è aumentato di circa 2 gradi.

I bollini rossi Il caldo intenso si è tradotto in lunghi periodi di allerta. A Perugia il livello massimo di rischio è stato raggiunto nella parte centrale del mese, tra l’8 e il 21 luglio, con una breve interruzione nei giorni 10 e 11, e poi nuovamente tra il 28 e il 31 luglio. Insomma, una prolungata esposizione della città a condizioni di forte stress termico proseguito per buona parte di agosto per quella che, secondo alcuni esperti, è di fatto un’unica ondata di calore che va avanti da molte settimane.

La mortalità Nonostante l’andamento meteorologico, i dati sulla mortalità degli over 65 non evidenziano un aumento rispetto all’atteso. Nell’intero mese di luglio sono stati registrati 139 decessi complessivi, dei quali 125 nella popolazione con almeno 65 anni, appena uno in medio rispetto alla media 2016-2025. Un quadro che favorevole anche restringendo l’analisi ai giorni dell’ondata di calore più intensa, tra l’8 e il 21 luglio. In questo periodo sono stati osservati 50 decessi tra gli over 65, contro i 60 attesi. La differenza è quindi di 10 decessi in meno, pari al -17 per cento. L’andamento giornaliero della mortalità, inoltre, non mostra picchi anomali in corrispondenza dei periodi di maggiore caldo.

Le altre città A livello nazionale, il mese di luglio è stato caratterizzato da temperature superiori alla media nelle 27 città monitorate dai sistemi di allerta per le ondate di calore. La temperatura apparente massima ha fatto registrare anomalie comprese tra 1,7 e 4,5 gradi, mentre per la temperatura massima gli scostamenti sono stati compresi tra 1,3 e 4 gradi. Il rapporto descrive inoltre due principali fasi di caldo intenso, una nella parte centrale del mese e una seconda ondata a fine luglio, quest’ultima destinata a proseguire in molte città anche nei primi giorni di agosto.

Le fasce d’età Sul fronte della mortalità, così come a Perugia il quadro nazionale è rimasto nel complesso vicino ai valori attesi, ma con differenze rilevanti tra le fasce di età. L’unico gruppo ad aver registrato un eccesso significativo è quello degli ultra 85enni, con un aumento medio dell’8 per cento. L’incremento (dati in questo caso per quanto riguarda Perugia non ci sono) è stato del 9 per cento al Nord e del 7 per cento nel Centro-Sud. Per le fasce comprese tra 65 e 74 anni e tra 75 e 84 anni, invece, la mortalità è risultata inferiore all’atteso in entrambe le aree geografiche considerate.

Il Sud Gli effetti più marcati si sono concentrati soprattutto in alcune città del Sud. A Palermo l’eccesso di mortalità nel mese è stato dell’85 per cento rispetto all’atteso, con una differenza statisticamente significativa. Durante la fase di maggiore caldo sono stati inoltre rilevati aumenti consistenti a Reggio Calabria, con il 78 per cento in più di decessi rispetto all’atteso, a Cagliari, con il 47 per cento, a Messina, con il 44 per cento, e a Palermo, con il 42 per cento. Un incremento del 59 per cento è stato rilevato anche a Latina, ma con una significatività statistica al limite.

Le riduzioni Non tutte le città hanno però mostrato un aumento della mortalità durante le ondate. A Milano, per esempio, nel periodo di caldo compreso tra il 14 e il 19 luglio, i decessi sono diminuiti del 19 per cento rispetto all’atteso, con una differenza statisticamente significativa. Riduzioni della mortalità mensile sono state inoltre osservate a Novara, con il 31 per cento in meno, ad Ancona, con il 30 per cento in meno, e a Salerno, con il 21 per cento in meno.

Pronto soccorso Anche il monitoraggio degli accessi al pronto soccorso nelle strutture ospedaliere sentinella (tra le quali non c’è Perugia) non ha evidenziato variazioni critiche direttamente associate alle ondate di calore. Gli accessi hanno mantenuto il consueto andamento settimanale, con valori generalmente più elevati il lunedì e più bassi nel fine settimana. Solo a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo sono stati osservati aumenti contenuti in coincidenza con le fasi di maggiore caldo.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.