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Recuperare e valorizzare il patrimonio storico, architettonico e culturale legato all’acqua, restituendo alle comunità umbre luoghi e testimonianze della propria identità e creando nuove opportunità di valorizzazione turistica dei territori. È questo l’obiettivo del progetto promosso dall’Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI), che ha destinato complessivamente 1,36 milioni di euro al recupero e al restauro di manufatti idrici storici, attraverso un programma di contributi rivolto ai Comuni dell’Umbria.

L’iniziativa assume un particolare significato anche sotto il profilo turistico: fontane, lavatoi, abbeveratoi e altri manufatti storici possono diventare elementi di interesse lungo cammini, sentieri escursionistici e itinerari culturali, contribuendo a promuovere forme di turismo lento e sostenibile. AURI ha completato il finanziamento della graduatoria relativa all’avviso pubblico approvato nell’agosto 2025, destinando ulteriori 880.000 euro a 22 Comuni, che si aggiungono ai 12 già finanziati con 440.000 euro nella prima fase. Il risultato è stato reso possibile dalla decisione dell’Assemblea dei Sindaci del 29 settembre 2026 di destinare una quota dell’avanzo di amministrazione al completamento del programma.

I 34 Comuni beneficiari sono: Amelia, Arrone, Attigliano, Avigliano Umbro, Bevagna, Calvi dell’Umbria, Campello sul Clitunno, Cannara, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Castiglione del Lago, Città di Castello, Deruta, Foligno, Fratta Todina, Giove, Gualdo Tadino, Guardea, Gubbio, Lugnano in Teverina, Marsciano, Monte Santa Maria Tiberina, Montecastrilli, Monteleone di Spoleto, Otricoli, Panicale, Perugia, Porano, Sant’Anatolia di Narco, Scheggia e Pascelupo, Spello, Spoleto, Vallo di Nera e Valtopina. Il programma interessa città e piccoli borghi, accomunati dalla presenza di testimonianze storiche legate all’acqua e dalla volontà delle amministrazioni comunali di conservarle e valorizzarle.

«Con questo progetto – afferma il presidente Andrea Sisti – abbiamo voluto affermare un principio importante: l’acqua non rappresenta soltanto una risorsa essenziale e un servizio pubblico fondamentale, ma costituisce anche un patrimonio di storia, cultura e identità che appartiene a tutte le comunità umbre. Le fontane, i lavatoi e gli altri manufatti storici raccontano il rapporto che le nostre città e i nostri borghi hanno costruito nei secoli con l’acqua. Sono luoghi della memoria collettiva che meritano di essere recuperati, tutelati e valorizzati. Questo programma può rappresentare anche un impulso importante allo sviluppo turistico dei territori. Molti di questi manufatti si trovano in contesti di particolare pregio paesaggistico e culturale e possono contribuire a qualificare la rete dei cammini, dei sentieri e degli itinerari che attraversano l’Umbria. Il loro recupero può arricchire l’offerta del turismo lento, favorire la scoperta dei borghi e delle aree interne e generare nuove opportunità per le economie locali. La scelta dell’Assemblea dei Sindaci di destinare ulteriori risorse al progetto, consentendo di finanziare tutti i 34 interventi, testimonia una volontà condivisa di investire nella salvaguardia del patrimonio dei nostri territori. Vogliamo che questi interventi contribuiscano a restituire alle comunità luoghi significativi della propria storia e, allo stesso tempo, a promuovere nelle nuove generazioni una maggiore consapevolezza del valore dell’acqua come bene comune».

L’Umbria dispone di una rete diffusa di cammini, sentieri e percorsi che collegano centri storici, borghi, aree rurali e paesaggi di particolare interesse naturalistico. In questo contesto, il recupero di fontane, lavatoi e antiche opere legate all’acqua può contribuire a rendere più attrattivi gli itinerari esistenti, offrendo ai visitatori ulteriori occasioni per conoscere la storia dei luoghi e le tradizioni delle comunità. I manufatti restaurati potranno rappresentare punti di interesse culturale lungo i percorsi, favorendo anche la costruzione di itinerari tematici dedicati alla storia dell’acqua e alla scoperta del patrimonio diffuso. La valorizzazione di questi beni può quindi produrre un duplice beneficio: preservare la memoria storica e contribuire all’attrattività turistica dei territori, con particolare attenzione ai piccoli borghi e alle aree interne.

Con questa iniziativa AURI, sottolineano dall’Autorità, “promuove una visione dell’acqua che, accanto alla gestione efficiente e sostenibile del servizio idrico integrato, riconosce il valore storico, paesaggistico e culturale delle testimonianze che essa ha lasciato nel territorio umbro”.