di Daniele Bovi
Ammonta a 1,320 milioni di euro il gettito che il Comune di Perugia stima per il 2025 a proposito della tassa di soggiorno. Materia sulla quale Palazzo dei Priori è intervenuta negli scorsi giorni, portando la tassa da 50 centesimi a 1,50 euro per quanto riguarda b&b e affittacamere ed eliminando lo “sconto” che era stato introdotto anni fa per la terza notte. Una crescita significativa dato che negli anni passati la cifra oscillava tra i 900 mila euro e il milione.
PERUGIA, COME CAMBIA LA TASSA DI SOGGIORNO
Il 2025 La tassa però è destinata a cambiare nel 2025 stando a quanto spiegato sabato dall’assessore Fabrizio Croce durante la diretta Instagram organizzata dalla giunta: «Intanto – ha detto – abbiamo eliminato un’anomalia introducendola per gli affitti brevi, il che permetterà una concorrenza leale fra tutte le strutture. A inizio anno poi faremo un aggiornamento con tutti i soggetti coinvolti». Le novità saranno introdotte dopo che il governo introdurrà le linee guida sulla materia. Molto probabilmente ci sarà un ulteriore ritocco all’insù, così da allineare Perugia ad altre città simili che, incassando di più, possono investire maggiormente sul territorio. Nel programma con cui Vittoria Ferdinandi ha vinto le elezioni c’è infatti l’impegno a «rimodulare e allineare le tariffe a quelle già in vigore nella maggior parte delle città italiane», assegnando poi «le maggiori risorse provenienti dalle riscossioni per sostenere il turismo, le attività culturali e il decoro urbano».
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Come vanno spesi i soldi A proposito del gettito nella scorsa consiliatura è stata approvata una modifica del regolamento, sulla base della quale è stato stabilito che almeno il 40 per cento del gettito sarà destinato a «interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali», il 20 per cento per «servizi di informazione, accoglienza e promozione turistica»; una quota non superiore al 30 per cento per «interventi di sostegno alle strutture ricettive attraverso contributi all’organizzazione degli eventi culturali, festival e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale»; al massimo il 10 per cento andrà poi a beneficio di «iniziative culturali di interesse turistico».
Le voci di spesa Sulla base di queste indicazioni il milione e 320 mila euro (25 mila dei quali sono attesi dal recupero dell’evasione) sarà speso così: oltre mezzo milione andrà per gli appalti relativi alla gestione dei servizi museali e di San Francesco al Prato, per i servizi di pulizia e custodia, attività espositive e così via; fino a un massimo di 300 mila euro per prestazioni varie, fiere, per l’infopoint turistico (dossier sul quale Croce ha spiegato che si sta lavorando), altri servizi di accoglienza, bollette dell’energia e altro ancora; quasi 400 mila euro poi andranno per Umbria jazz tra contributo ordinario (115 mila euro) e uno straordinario da 215 mila euro (per coprire il disavanzo registrato anni fa) mentre altri 42 mila andranno al Museo della scienza Post. Circa 100 mila invece saranno ripartiti fra Perugia 1.416 (35 mila euro), Conservatorio Morlacchi, Film commission e così via.
