di Daniele Bovi
Tutto confermato o quasi. Nelle scorse ore la giunta comunale di Perugia ha approvato le cifre relative alla tassa di soggiorno che sarà applicata in tutte le strutture nel 2025. Rispetto agli anni precedenti le somme non cambiano: per quanto riguarda gli hotel le fasce sono cinque e si va da 50 centesimi fino a 2,50 euro a notte a seconda del numero di stelle (da una a cinque); idem per quanto riguarda gli agriturismi, classificati con il sistema dei girasoli, che vanno sempre da uno a cinque.
Le cifre Per una country house o per una casa vacanze l’imposta sarà di un euro, per un b&b e per un affittacamere invece si passa da 50 centesimi a 1,50 euro, mentre si scende a 50 centesimi per le cosiddette «case religiose di ospitalità». Per le residenze d’epoca invece la tassa di soggiorno sale a 2,50 euro a notte. Infine per case e appartamenti affittati a uso turistico o per locazioni brevi l’imposta è di 1,50 euro. Tra le novità c’è invece la cancellazione dello sconto del 50 per cento che veniva applicato solo per la terza notte di soggiorno.
Le regole Sulla base dell’attuale regolamento, la tassa viene pagata da chi non risiede nel territorio comunale. L’istituzione per quanto riguarda Perugia risale al 2013. All’inizio del gennaio scorso invece sono state approvate delle modifiche al regolamento con l’obiettivo di rendere più trasparente, chiaro e mirato l’utilizzo dei proventi dell’imposta di soggiorno. In più di un’occasione infatti la Corte dei conti ha richiamato al corretto utilizzo del gettito, che non può essere utilizzato per finanziare la spesa pubblica.
Le novità Sulla base delle modifiche almeno il 40 per cento del gettito sarà destinato a «interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali», il 20 per cento per «servizi di informazione, accoglienza e promozione turistica»; una quota non superiore al 30 per cento per «interventi di sostegno alle strutture ricettive attraverso contributi all’organizzazione degli eventi culturali, festival e manifestazioni di carattere nazionale e internazionale»; al massimo il 10 per cento andrà poi a beneficio di «iniziative culturali di interesse turistico». Negli anni precedenti il gettito è stato di circa 900 mila euro.
