L'ospedale di Perugia (foto U24)

s«Unicamente per rispetto verso l’impegno e la professionalità degli operatori sanitari dell’ospedale di Perugia, la direzione dell’azienda  ospedaliera intende smentire in maniera categorica quanto sostenuto dal Movimento 5 Stelle nella nota trasmessa a proposito delle barelle in corsia. Come è stato più volte comunicato in maniera ufficiale  il fenomeno dei letti aggiunti è stato praticamente annullato grazie all’attivazione della unità di degenza infermieristica avvenuta il 04 Maggio 2015  e alla contemporanea riorganizzazione dell’area medica con l’istituzione dell’osservazione breve internistica e la trasformazione di 12 posti letto di medicina interna ad alto indice di rotazione. L’entrata in vigore di questi nuovi modelli organizzativi è coincisa con l’acquisizione di nuovi spazi all’interno dell’ospedale e grazie al trasferimento dei laboratori di ricerca al CREO.  E’ pertanto assolutamente strumentale avere rimarcato le 2000 barelle all’anno non solo perché il fenomeno è stato risolto, quanto perché i letti aggiunti sono stati necessari per accogliere casi urgenti di pazienti con pluripatologie, ugualmente messi  in sicurezza, e comunque con un tempo di permanenza minima fuori dalle stanze di degenza in attesa della dimissione di altri pazienti, avvenute al massimo in 4-5 ore».

Ci tuteleremo «Se il Movimento 5 Stelle intende proseguire in una campagna denigratoria verso l’ospedale di Perugia e i suoi dipendenti, la direzione aziendale – annuncia – fa sapere che  intraprenderà qualsiasi legittima iniziativa a tutela dell’immagine della stessa e dei suoi dipendenti. È infatti assolutamente inaccettabile il tentativo di far passare il concetto di un ospedale da campo  quando ci si trova difronte ad una eccellenza sanitaria nazionale. Ai  dati messi a disposizione dall’azienda ospedaliera  non è stata data da parte del Movimento 5 Stelle, una lettura tecnica- organizzativa , che avrebbe permesso di condividere anche in questa occasione la qualità e l’efficienza della sanità pubblica regionale. Lo scopo invece era unicamente quello di denigrare e disconoscere la qualità dei servizi così come viene percepita da migliaia di cittadini che frequentano ogni giorno il S. Maria della Misericordia».