Mai come in questi tempi sentiamo parlare della necessità di isole di calore nelle città, luoghi per il rinfrescamento, ma anche lotta al dissesto idrogeologico, corridoi verdi, forestazione e tutto quello che attraverso il verde ci consente di contrastare, per quanto possibile, gli effetti del cambiamento climatico. L’Umbria si attrezza mettendo insieme due competenze, da una parte chi conosce l’ambiente, o meglio gli ambienti, i tanti ecosistemi presenti in una delle terre con la più ricca biodiversità del Paese, dall’altra chi conosce le piante, come si coltivano, dove possono essere ospitate e come devono essere accompagnate e curate nella crescita. E’ stato stretto infatti un protocollo tra Arpa e Umbriaflor in nome delle Nature based solutions (Nbs), mettendo in relazione conoscenze ambientali, ricerca applicata e competenze vivaistiche e agronomiche.
L’accordo punta a individuare le soluzioni vegetali più adatte alle diverse condizioni del territorio regionale e a rafforzare il collegamento tra chi studia e valuta l’ambiente, chi progetta gli interventi e chi produce le piante necessarie. Alla firma erano presenti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il direttore generale di Arpa Umbria Alfonso Morelli e l’amministratore unico di Umbraflor Paolo Fratini.
«Le Nature Based Solutions sono una risposta molto concreta agli effetti dei cambiamenti climatici. Lo vediamo soprattutto nelle nostre città: piantare e curare gli alberi significa migliorare la qualità della vita, contrastare le isole di calore e tutelare la salute delle persone, in particolare di quelle più fragili», ha detto Proietti. «Bisogna sapere quali specie scegliere, dove collocarle e come gestirle nel tempo. Il protocollo mette insieme proprio queste competenze». Per la presidente, l’obiettivo è anche «mettere a sistema quello che già abbiamo in Umbria e costruire strumenti che possano essere utilizzati dai Comuni e dagli altri soggetti che intervengono sul territorio», coinvolgendo nella ricerca anche università e mondo scientifico.
Il protocollo prevede la collaborazione per individuare e valutare specie autoctone e naturalizzate adatte alle condizioni pedoclimatiche umbre, considerando resistenza agli stress idrici e termici, capacità di sequestro del carbonio, contributo alla biodiversità e altri servizi ecosistemici. Il lavoro potrà portare alla definizione di una lista tecnica regionale di specie raccomandate.
Un secondo fronte riguarda la filiera vivaistica: le esigenze emerse dalla ricerca saranno collegate alla produzione di Umbraflor, favorendo la disponibilità di piante certificate per provenienza e identità clonale e ampliando e diversificando le specie forestali e ornamentali.
«Arpa metterà a disposizione le proprie competenze per analizzare principalmente l’efficacia delle tecnologie Nbs», ha spiegato Morelli. Grazie a una precedente collaborazione tuttora in corso con Its Umbria, Arpa dispone di sensoristica per misurare l’efficacia delle tecnologie applicate. «Nell’ambito del protocollo andremo quindi a testare e selezionare le tecnologie e le specie della filiera vivaistica più utili allo sviluppo delle Nbs in un contesto regionale».
Arpa contribuirà inoltre alla valutazione delle condizioni ambientali, alla verifica dell’efficacia degli interventi e alla produzione di linee guida, schede tecniche e materiali per progettazione, realizzazione e manutenzione. Sono previste anche attività di formazione e informazione per enti pubblici, professionisti, imprese e cittadini.
Le Nbs potranno essere utilizzate in ambito urbano e periurbano per forestazione urbana, verde pensile e verticale, rain garden, siepi e fasce tampone, gestione sostenibile delle acque meteoriche e mitigazione delle isole di calore e dell’inquinamento atmosferico. In ambito extraurbano e rurale potranno riguardare protezione e ripristino degli ecosistemi, corridoi ecologici, rinaturalizzazione di aree degradate e interventi di ingegneria naturalistica, anche contro dissesto idrogeologico e desertificazione e per il sequestro del carbonio.
«Questo protocollo ci permette di mettere a sistema competenze che fino ad oggi hanno lavorato su piani diversi», ha sottolineato Fratini. «Lavorare insieme significa poter accompagnare le Nature Based Solutions dalla scelta delle piante alla loro produzione e progettazione, fino alla realizzazione degli interventi sul territorio».
Per Umbraflor l’accordo rafforza quindi il rapporto con Arpa, collegando il patrimonio di conoscenze e la capacità produttiva della filiera vivaistica alle esigenze ambientali e progettuali del territorio, con particolare attenzione alla forestazione urbana e alla trasformazione degli spazi urbani. Alla conferenza stampa era presente anche il direttore commerciale di Umbraflor Raffaele Corvi.
Il protocollo prevede un Comitato di coordinamento tecnico composto da due rappresentanti per ciascuna realtà, incaricato di definire ogni anno il programma delle attività, individuare specie e aree prioritarie e accompagnare le iniziative. I risultati saranno resi disponibili sui rispettivi portali istituzionali.
L’intesa durerà tre anni, con possibilità di rinnovo tacito per altri tre. Le attività saranno svolte con le risorse umane e strumentali già disponibili, senza oneri finanziari diretti per le parti, salvo la possibilità di reperire finanziamenti specifici per singoli progetti.
