di Dan.Bo.
Torna a salire la temperatura a palazzo dei Priori, e il problema non è tanto il meteo quanto i cosiddetti ‘mini dirigenti’, ovvero le posizioni organizzative e le alte professionalità, il cui assetto è stato varato dalla giunta guidata da Andrea Romizi alla fine di luglio. Uno schema che non va giù soltanto a un pezzo di maggioranza, che mugugna da giorni, bensì anche alla Rappresentanza sindacale unitaria di palazzo dei Priori, che nella giornata di mercoledì ha preso carta e penna e ha vergato una lettera rivolta a Romizi, che in questi giorni rientrerà in città dopo il viaggio di nozze, per chiedere un incontro che dovrà esserci «nel più breve tempo possibile anche al fine di informare tempestivamente tutto il personale sugli eventuali sviluppi dell’intera vicenda». Una Rsu che dunque «ritiene essenziale e non più rinviabile un confronto diretto con il sindaco al fine di valutare la sussistenza o meno delle condizioni minime per proseguire il tavolo di confronto sindacale riguardante il nuovo contratto integrativo decentrato».
Armati «Romizi oltre ad avere il dovere di incontrarci – dice Federico Armati della Cgil – ha l’obbligo di chiarire la sua posizione in merito agli impegni che si è assunto con la Rsu e tutto il personale. Ci sono due strade che Romizi dovrà decidere di percorrere, quella del rispetto degli impegni con la conclusione dei lavori o quella dell’arroganza e della “dipendenza incondizionata” a qualche assessore di turno. È chiaro che la seconda ipotesi avrebbe ripercussioni pesanti all’interno del Comune. Ho apprezzato l’intervento di qualche consigliere, fermo restando il silenzio assordante di parti importanti del consiglio comunale. Non vorrei che si ripresentasse lo stesso scenario della “scandalosa” vicenda sul concorso da istruttore direttivo della comunicazione, dove nei fatti, nessuno ha voluto affrontare seriamente la questione».
Il nuovo schema Posizioni organizzative e alte professionalità furono soppresse nell’estate di due anni fa in attesa di un riordino che è arrivato dopo 24 mesi di pressioni, richieste degli assessori, trattative più o meno sotto traccia e tira e molla. Da 49 scrivanie il numero è sceso fino a quota 41: in tutto si parla di 34 posizioni organizzative più sette alte professionalità mentre in passato le prime erano 44 e le seconde cinque. Insomma, la riduzione è di otto unità anche se, come fa notare chi conosce bene la pianta organica, in molti casi, al di là di alcuni cambi di nome o nuove postazioni, si tratta di pensionamenti. Per quanto riguarda i nomi da inserire nelle caselle, una volta individuato il fabbisogno si procederà dopo le vacanze, probabilmente a settembre.
Twitter @DanieleBovi
