martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:00
4 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:49

Comune di Perugia, sui ‘mini dirigenti’ è bagarre: critiche da Rsu, maggioranza si spacca

I sindacati: «Decisione unilaterale che rompe i rapporti». De Vincenzi: «Giunta al capolinea». La replica: «Posizioni essenziali e senza costi aggiuntivi»

Comune di Perugia, sui ‘mini dirigenti’ è bagarre: critiche da Rsu, maggioranza si spacca
Palazzo dei Priori

Divampa la polemica a Palazzo dei Priori sulla riorganizzazione dei cosiddetti “mini dirigenti”. All’attacco i sindacati, ma anche di alcuni consiglieri comunali della maggioranza che sostiene il sindaco Romizi. In pratica, non sarebbe cambiato niente, con le poche posizioni in meno corrispondenti a chi è andato in pensione. La giunta replica con una nota.

Rsu: «Decisione unilaterale» La Rsu denuncia di essere venuta a conoscenza del nuovo assetto organizzativo dalla stampa. «Senza il minimo coinvolgimento della parte sindacale e, cosa ancor più grave, senza nessuna informazione preventiva – si legge in una nota – la Giunta ha deliberato il nuovo assetto approvando l’elenco dei nuovi incarichi paradirigenziali che, ad onor del vero, tanto nuovi non sembrano. Da quanto si legge dai giornali, nel Comune di Perugia, oltre ai dirigenti, ci saranno 34 Posizioni Organizzative e 7 Alte Professionalità. Se questo è il risultato di due anni di studio e la messa in atto della tanto ventilata e rivoluzionaria volontà politica di attuare una “rilevante riduzione degli incarichi”, allora tutto il tempo dedicato alla costruzione di un nuovo modello organizzativo del Comune di Perugia sarà tempo perso e saranno deluse le aspettative di cambiamento dei dipendenti». La Rsu quindi considera tale decisione «non ricevibile, ma soprattutto incoerente con i propositi condivisi e sottoscritti con la parte sindacale». Sul piano economico poi «il fatto di aver già definito le somme, al di fuori della legittima trattativa, contrasta fortemente con l’obiettivo condiviso tra le parti di una contrattazione unitaria di tutto il fondo per i dipendenti». I sindacati invitano l’Amministrazione a decidere «se forzare o meno la mano su scelte unilaterali, sapendo, però, che la forzatura comprometterà irreparabilmente le relazioni».

De Vincenzi: «Giunta al capolinea» Sul tema si sfilaccia parte della maggioranza. Per Sergio De Vincenzi, eletto in Ncd ma passato al Gruppo Misto, «la goccia che fa traboccare il vaso è versata. Una giunta autoreferenziale che non condivide le scelte con la maggioranza che apprende le notizie solo dai giornali, tornando anche indietro su questioni già affrontate e rimosse, come appunto quelle della mini dirigenza, è di fatto una giunta arrivata al capolinea». Per il consigliere «se la Giunta Romizi non trova niente di meglio che riproporre il deja vu di Boccali, vuol dire proprio che il senso della misura è stato smarrito e, peggio ancora, il nuovo non è mai esistito. Se è possibile trovare risorse economiche per ricollocare mini-dirigenti nel Palazzo non capiamo come per la sistemazione di aree verdi, per la sicurezza della città e per l’aiuto delle classi sociali più deboli si faccia sempre difficoltà a trovarne. Se le cose stanno così cade anche il senso personale del sostegno a questa Giunta. Nel 2014 ho accettato di candidarmi stufo di stare a guardare lo scempio fatto dalla sinistra ai danni di questa città. Se le informazioni riportate dai giornali risponderanno al vero –  conclude – non sarò disposto, dopo tanti rospi ingoiati, a guardare ulteriormente una finta giunta di cd-lc finire il lavoro con il mio beneplacito».

Camicia: «Azzerare e ridiscutere» Anche Carmine Camicia è contrario. «Con 36 dirigenti e innumerevoli consulenti – scrive su un ordine del giorno – non esiste la necessità di nominare ulteriori mini dirigenti che dovrebbero sostanzialmente coadiuvare il dirigente e fare una parte importante del loro lavoro. Si chiede alla Giunta, con l’odg, di azzerare tutte le iniziative in merito e aprire un confronto sia con il Consiglio comunale sia con la Rsu».

La replica della giunta La risposta di Palazzo dei Priori è affidata a un comunicato in cui si sottolinea che «prosegue il percorso di riorganizzazione del Comune di Perugia, avviato dalla nuova Amministrazione ad inizio di legislatura ed operativo dal 1 gennaio 2015. Proprio con l’obiettivo di migliorare l’efficienza complessiva dell’apparato amministrativo, la giunta ha approvato la determina con la quale ha preso atto delle risultanze dell’istruttoria avviata in merito all’individuazione delle posizioni organizzative e di alta professionalità. Si tratta di figure cosiddette “intermedie” strategiche per il raggiungimento dei programmi di mandato, perché rappresentano un utile punto di raccordo tra dirigenza e i circa 1.150 dipendenti. Per quanto sopra, e a seguito di numerosi incontri tenutisi con le organizzazioni sindacali, a partire dall’inizio del mese di aprile 2016, proseguiti poi nei mesi di maggio e giugno, con l’ultimo incontro lo scorso 29 luglio nel quale i sindacati venivano messi a conoscenza di quanto deciso dall’Esecutivo, la Giunta ha individuato un numero di posizioni organizzative da istituire pari a 34, mentre le alte professionalità saranno sette».

Nessun aggravio di spesa «La diminuzione delle posizioni organizzative rispetto al passato è significativa – prosegue la nota – visto che, nel corso della precedente legislatura erano 44, con conseguente riduzione di un terzo della spesa complessiva. L’operazione, peraltro, si inserisce nell’ambito delle scelte strategiche avviate dall’inizio della legislatura dalla giunta e volte al contenimento della spesa pubblica; va in questa direzione, ad esempio, la riduzione del numero dei dirigenti, scesi anch’essi di quattro unità. Nell’operare la scelta l’Amministrazione si è attenuta sostanzialmente a due criteri: da un lato, efficientare l’organizzazione della macchina comunale, rendendola funzionale agli obiettivi di mandato. Dall’altro, assicurare una riduzione della spesa destinata alle posizioni organizzative, incidendo il meno possibile sul fondo del salario accessorio del personale del comparto. Quest’ultimo criterio, peraltro, consentirà di avere a disposizione ulteriori risorse da impiegare per incentivare altro personale, valorizzando il merito dei dipendenti. L’Amministrazione precisa che l’individuazione delle posizioni organizzative e di alta professionalità non determina alcun aggravio di spesa per l’Ente, dal momento che le risorse necessarie sono vincolate al fondo per il salario accessorio del personale, che il comune è obbligato ogni anno ad accantonare».

Calabrese puntualizza Su Facebook prende posizione anche l’assessore Francesco Calabrese, sottolineando alcuni punti. «Le posizioni organizzative – scrive – sono parte essenziale, persino decisiva, di ogni pubblica amministrazione. Basta informarsi un minimo, con elementari osservazioni della realtà. Chi li chiama “mini-dirigenti” non sa neanche di che parla, anche in questo caso basta informarsi un minimo su quale riconoscimento economico, per quale impegno e responsabilità. Negli ultimi due anni quelle funzioni decisive per il nostro Comune, decisive per la Città, sono state generosamente garantite – h24 – da non poche persone alle quali non è stato riconosciuto il ruolo, sacrificate sull’altare di piccole demagogie populiste e a buon mercato, del tutto disinteressate al migliore funzionamento dell’Istituzione comunale. Tutti dovremmo provarne almeno imbarazzo». Infine «quel po’ di risorse che servono per finanziarne la ricostituzione (e ne abbiamo persino ridotto il numero di dieci unità) non comportano spese aggiuntive per il bilancio comunale, sono fondi già stanziati e vincolati per le spese del personale. Chi fa paragoni con spese per la manutenzione del verde o cose del genere non sa neanche di che parla, finendo per porre seri interrogativi su adeguatezza di ruolo».

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