Lo stadio Santa Giuliana

di Daniele Bovi

La destinazione finale non cambia, solo la strada sarà un po’ più tortuosa. Dopo la figuraccia di lunedì in consiglio comunale, dove la giunta è stata costretta a ritirare la preconsiliare approvata il venerdì precedente da una seduta congiunta di tre commissioni, l’iter per far sì che sia palazzo dei Priori a gestire in modo diretto il Palaevangelisti, il Santa Giuliana e il palazzetto di via Pellini riprende. Nelle scorse ore l’esecutivo ha infatti deciso di spacchettare l’atto sul quale era stato messo in luce, con grande ritardo, un vizio procedurale che ne ha comportato il ritiro; un episodio che ha fatto salire notevolmente la tensione tra gli assessori e i dirigenti. Le preconsiliari della giunta quindi ora diventano due: una si occupa delle variazioni al bilancio che derivano dalla scelta di prendere in mano direttamente la gestione degli impianti; l’altra, invece, ha al centro la modifica al regolamento sulle assegnazioni che a oggi impone l’obbligo di affidare le strutture solo attraverso una gara e quindi una concessione.

Gli atti La preconsiliare che si occupa delle variazioni prende atto della relazione degli uffici, commissionata dalla giunta, con cui i dirigenti danno l’ok alla gestione diretta, tramite la quale centrare due obiettivi: risparmio economico e, viste le polemiche tra Sir e Kronogest (il contratto con la società sarà rescisso in via unilaterale dal Comune), «un proficuo rapporto diretto e non mediato con tutti i soggetti utilizzatori delle medesime strutture». Tra le voci in entrata ci sono i maggiori incassi derivanti dalla gestione diretta e, tra le uscite, le utenze da pagare e l’aumento della cifra versata ogni anno alla cooperativa Servizi associati. Quest’ultima, secondo quanto riporta la relazione, si farà carico dei lavoratori attualmente impiegati negli impianti per tutte quelle operazioni che palazzo dei Priori non può fare direttamente.

Risparmi Per la gestione diretta però serve una modifica al regolamento sulle modalità di affidamento degli impianti che, «Curi» a parte, prevede solo la concessione a terzi attraverso una gara. Con il nuovo testo invece si dà la possibilità al Comune di gestire gli impianti in via diretta. Opzione che costerebbe al Comune 431 mila euro (una cifra che riguarda sostanzialmente le utenze e i 283 mila euro in più da versare alla Servizi associati) a fronte di 244 mila di incassi, ai quali però vanno aggiunti i 208 mila che palazzo dei Priori non pagherebbe più ogni anno al concessionario come contributo. Il risparmio stimato, dunque, è di 21 mila euro.

Twitter @DanieleBovi

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