di Ivano Porfiri
Alla fine il suo «ospite» se lo è portato via. Leonardo Cenci, il guerriero indomabile si è spento all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia poco dopo le 10. Aveva 46 anni, di cui gli ultimi sei e mezzo vissuti con un cancro incurabile. Giovedì dalle 9 sarà aperto l’obitorio per un ultimo saluto e alle 15 si svolgeranno i funerali nella Cattedrale di San Lorenzo. Il Comune ha proclamato il lutto cittadino con l’esposizione a mezz’asta della bandiera sulla facciata di Palazzo dei Priori e si invitano gli esercizi commerciali a tenere abbassate le serrande dei propri locali per la durata delle esequie (dalle ore 14,30 alle ore 16,30). Intanto il Consiglio comunale gli ha dedicato un minuto di silenzio.
VIDEO: LA SUA CAPOSALA LO RICORDA
Ha vissuto fino alla fine Gli avevano dato 4 mesi di vita, lui li ha allungati e riempiti di passione e amore, verso se stesso, la sua famiglia e tutta l’umanità. Come ha scritto il suo amico Mauro Casciari «non ha sprecato nemmeno un giorno». Da qualche settimana il suo quadro clinico era peggiorato. Un primo ricovero i primi di novembre, poco dopo il suo compleanno, per un improvviso abbassamento della vista causato dalle metastasi al cervello. Poi si è ripreso e ha continuato le sue innumerevoli attività. Alla vigilia di Natale, però, un attacco epilettico. Stavolta la situazione appare subito più seria. Ma Leo non smette di urlare la sua voglia di vivere e non rinuncia al suo tradizionale Capodanno con la Oncotombolata benefica. Ma le sue condizioni peggiorano, fino al tragico epilogo.
INTITOGLIAMOGLI IL PERCORSO VERDE
La tragica notizia A diffondere la notizia della morte di Leo è stata l’associazione Avanti tutta. «Il nostro Leo è volato in cielo, tra gli angeli – è apparso sulla pagina Facebook -. La sua missione sulla terra è terminata questa mattina, poco dopo le ore 10. Di questi sei anni che gli sono stati “regalati” dalla malattia non ha sprecato neanche un giorno. Con i sogni ai piedi e l’invincibilità nel suo cuore è riuscito a realizzare tanti dei suoi desideri ed il resto saranno portati a compimento perché il patrimonio umano e materiale che lui ha creato non andrà disperso. Corri Leo in cielo, corri felice e veglia su chi, come noi, ti ha voluto sempre bene. Corri e ricordaci che dobbiamo sempre credere nei nostri sogni e nella forza dell’amore andando sempre #AvantiTutta. R.I.P. Guerriero»
Il video messaggio E ancora Mauro Casciari con un video registrato davanti alla Basilica di San Francesco, ad Assisi, fa arrivare un messaggio «per chi ti sta guardando quando non ci sarai più». E il contenuto è sempre lo stesso: «La prima cosa è avere una mentalità ottimistica perché la vita è il bene più prezioso che noi abbiamo e poi che ognuno di noi faccia il possibile perché sia un mondo più generoso e più buono e soprattutto più sano. Avanti tutta!».
La storia di Leo «Dovevano essere solo pochi mesi e invece sono ancora qua, pronto a spegnere le 5 candeline, ma prima di soffiarci energicamente esprimerò il mio desiderio, che non è quello di guarire, poiché ho la consapevolezza che ci dovrò convivere fino all’ultimo respiro, bensì quello di poter lasciare all’umanità un forte messaggio di speranza, dimostrando che se uno vuole e si è disposti a mettercela tutta anche con un brutto cancro si riesce a fare una vita serena, felice, appagante e dignitosa; seppure certo con molta fatica». In questo post del 9 agosto del 2017 c’è tutta la storia e la forza di Leo, il guerriero indomabile capace di correre due maratone di New York e di raccogliere decine di migliaia di euro con la sua associazione “Avanti tutta!” per migliorare la vita dei malati di cancro. Capace di organizzare le prime Olimpiadi per malati oncologici, lo scorso anno a Roma. Capace, soprattutto, di diventare il simbolo di chi non si arrende nemmeno davanti al più terribile degli annunci.
La caduta e la risalita Era il 9 agosto del 2012 e Leonardo Cenci si stava allenando in vista della della maratona di New York di inizio novembre. Leo era un atleta, aveva già al suo attivo diverse maratone, ma da qualche settimana si sentiva più affaticato. Normali controlli e la notizia terribile: un cancro “primitivo” molto aggressivo ai polmoni, inutile da operare perché ci sono già metastasi al cervello. Un colpo da tramortire anche un supereroe. E, invece, dopo i primi tempi terribili con la chemio che gli deforma il corpo e deprime lo spirito, Leo in un supereroe ci si trasforma. Al suo fianco in ogni passo la dottoressa Chiara Bennati. «Mi disse di crederci, mi ha preso a braccetto e mi ha curato con un approccio umano». Ma anche i suoi amici dell’associazione “Avanti tutta!”, a partire da Mauro Casciari. Nasce lì un uomo nuovo che diventa anche un personaggio pubblico. Un simbolo della lotta per la vita.
Due volte maratoneta Leonardo nel corso degli anni fa mille imprese. Quella che resta nella storia, però, è aver corso due maratone con un cancro in stadio così avanzato. La prima volta è il 6 novembre 2016, quando taglia il traguardo in 4 ore e 26 minuti. È il secondo nella storia dopo Fred Lebow, co-fondatore della New York City Marathon, che aveva terminato i 42,195 con un tumore al cervello nel 1992. Ma l’anno dopo il perugino fa il bis, entrando per sempre nella storia: 4 ore, 6 minuti e 16 secondi, lasciandosi alle spalle oltre 34 mila persone sane.
I chilometri insieme Il mio ricordo di Leonardo è di quelle mattine al Percorso Verde in cui, runner alle prime armi, me lo vedevo arrivare vicino. I chilometri corsi insieme, le impressioni, i consigli. «Bisogna correre la mattina perché le piante rilasciano ossigeno, non senti che aria buona?». Una volta lo trovai amareggiato. C’era chi – sui social – lo accusava di essersi creato un personaggio fasullo, di non avere il cancro come diceva. Tanto che postò le sue analisi cliniche e le immagini dolorose al tempo delle prima chiemio, gonfio e senza capelli. Con uno scatto si è messo alle spalle anche quelle insinuazioni meschine e ha spiccato il volo, verso un nuovo traguardo.
