Giulietti e Bassetti (foto U24)

di Daniele Bovi

«Lunedì scorso mi squilla il telefono, mi dicono “il nunzio apostolico ti vuole vedere”. Mi sembrava una di quelle telefonate che annunciano una multa o qualcosa del genere, e invece». E invece la novella era lieta: don Paolo Giulietti, 50 anni compiuti da poco, ordinato nel 1991, un uomo che ha caratterizzato la sua missione anche per la vicinanza ai giovani, è stato nominato da papa Bergoglio vescovo titolare di Termini Imerese e ausiliario di Perugia. Una sede vescovile, quella siciliana, assai antica (fu eretta nel quarto secolo) e che dal 1968 è, come si dice in gergo tecnico, «titolare» e non «residenziale». Il che significa che Giulietti non si occuperà del governo di quella diocesi, rimanendo quindi a Perugia. L’annuncio è stato dato venerdì a mezzogiorno dal cardinale di Perugia Gualtiero Basetti, mentre le campane della cattedrale di San Lorenzo hanno suonato a festa. San Lorenzo che a Perugia si festeggia il 10 agosto, giorno scelto per l’ordinazione di Giulietti.

La telefonata «Dopo quella telefonata – spiega il neo-vescovo – ho chiamato il nostro cardinale e lui mi ha detto solo “prega forte”. Credo che non cambierà molto rispetto ad ora, invece cambia molto nell’ordine della grazia. Continuerò a servire la diocesi come ho fatto fino ad ora, diciamo che prima tiravo la volata, mentre ora si pedala in tandem». «Questa nomina è il segno di quanto il Papa abbia a cuore la nostra diocesi. Che dire di don Paolo – scherza Bassetti – come diciamo noi in Toscana “il morto è nella bara”, lo vedete qui tutti e lo conoscete meglio di me. È un uomo che è cresciuto in mezzo a noi, che ha un’attitudine particolare verso i giovani, ai quali molto si è dedicato e con i quali molto ha lavorato. È una scelta che onora e premia tutto il presbiterio». E infine la promessa: «Gli saremo tutti vicini – ha detto infine – e io in particolare».

Verso la Cei Appena letta la nomina nella sala del vescovado questa mossa è parsa, come spiega qui Umbria24, un altro passo di Bassetti verso il vertice della Cei. Con la nomina di Giulietti, spiega in una nota la diocesi, sono tre i sacerdoti perugini divenuti vescovi nell’ultimo decennio. Gli altri due sono monsignor Mario Ceccobelli, vescovo di Gubbio dal 2005, e monsignor Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno dal 2008. Non è inoltre la prima volta che un arcivescovo di Perugia si avvale di un ausiliare. L’ultimo fu monsignor Giovanni Benedetti nominato ausiliare sul finire del 1974 per poi diventare vescovo residenziale di Foligno nel 1976. Prima di lui ci fu monsignor Agostino Ferrari Toniolo, ausiliare dal 1967 al 1969.

La biografia Nel 2005 Giulietti è stato nominato da Papa Benedetto XVI Cappellano di Sua Santità con il titolo di monsignore come riconoscimento alla sua opera svolta da responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei dal 2001 al 2007, «distinguendosi – spiega la diocesi – nell’organizzazione della partecipazione di migliaia di giovani italiani alle Giornate mondiali della gioventù di Toronto (2002) e di Colonia (2005). I suoi studi teologici superiori l’hanno portato a conseguire la licenza in Teologica pastorale con specializzazione in pastorale giovanile presso il Dipartimento di pastorale giovanile e catechetica della Pontificia Università Salesiana. Attualmente è assistente spirituale della Confraternita di San Jacopo di Compostela in Perugia, presidente dell’Associazione “Hope”, direttore dei programmi di Umbria Radio (emittente diocesana a diffusione regionale aderente al circuito nazionale InBlu) e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù in Roma. Promotore dei pellegrinaggi a piedi e grande conoscitore degli itinerari percorsi da milioni di pellegrini ogni anno nel raggiungere le principali mete di spiritualità europee, è autore – conclude la nota – di alcune guide per pellegrini, tra le quali La Via di Francesco, rivelatasi una sorta di “bestseller” in questo settore dell’editoria».

Gli auguri di Boccali Auguri a Giulietti sono arrivati anche da parte del sindaco della città Wladimiro Boccali: «I perugini gioiscono. Papa Francesco – dice – con la sua scelta ha voluto dare una ulteriore testimonianza di quanto sente vicina questa terra. Conosco da tempo Giulietti e lo ricordo soprattutto per il suo impegno a favore dei più deboli ed il sostegno a chi fa più fatica a vivere in modo soddisfacente la propria vita. Una figura di grande levatura, al quale va l’abbraccio mio personale e di tutta la città».

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