martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 22:27

Perugia, demolizione della Carducci-Purgotti entro marzo: sarà ricostruita entro settembre, serviranno almeno 3,6 milioni

Risorse garantite dal governo. Terremoto, raccolta fondi del Comune: racimolati meno di 4 mila euro

Una classe (foto archivio)

di Daniele Bovi

La scuola media Carducci-Purgotti di via Fonti Coperte, a Perugia, gravemente danneggiata dal sisma, sarà demolita entro marzo con l’obiettivo di ricostruirla e riaprirla in tempi brevissimi. A deciderlo è stata la giunta comunale nel corso della seduta di mercoledì. L’edificio era stato dichiarato inagibile dopo il sisma del 26 ottobre, prima dell’ancora più forte scossa di quattro giorni dopo, e sarà ricostruito in tempo – assicura il Comune – per l’avvio dell’anno scolastico 2017/2018. Delle dodici classi presenti nove sono state trasferite nell’edificio che ospita la scuola primaria Cena in via Birago e le altre tre nella scuola primaria Lombardo Radice in via Leonardo da Vinci. Solo per l’intervento di demolizione saranno necessari 600 mila euro, che saranno anticipati da Palazzo dei Priori e poi restituiti successivamente dal governo. La ricostruzione sarà possibile sulla base del programma straordinario presentato dal Commissario del governo per la ricostruzione.

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Demolizione Il piano prevede, oltre all’abbattimento entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento (quindi entro il 17 marzo), la ricostruzione di nuovi edifici scolastici definitivi in sostituzione delle scuole che non possono, a causa dei gravi danni subiti, essere oggetto di un adeguamento sismico. La redazione del progetto spetterà all’ufficio speciale per la ricostruzione, che fa capo alla Protezione civile nazionale e regionale, mentre il Comune si occuperà della demolizione e di assicurare un percorso rapido della pratica. La giunta in una nota spiega che la soluzione della demolizione è stata ritenuta «preferibile» per una serie di ragioni. Innanzitutto perché consente il raggiungimento di migliori caratteristiche di sicurezza antisismica, senza così interventi di manutenzione futura, e poi perché «consente di migliorare le condizioni di fruibilità degli spazi, ma anche l’ottimizzazione energetica dell’edificio. Non da ultimo l’ipotesi progettuale comporta una riduzione dei tempi di realizzazione ed un contenimento dei costi, inferiori rispetto a quelli che si renderebbero necessari per consolidare ed adeguare l’immobile oggi esistente».

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Ricostruzione Fare al momento una stima esatta dei costi della ricostruzione però non è facile, dato che saranno i tecnici a stabilire quale è il modello più adatto e, quindi, solo in quel momento sarà più chiaro l’ammontare della spesa. Quel che è certo è che c’è la necessità di fare tutto in tempi molto rapidi e che, oltre ai 600 mila euro comprensivi di tutti i lavori connessi alla demolizione, serviranno all’incirca tre milioni, secondo i costi parametrici, per ricostruire la nuova Purgotti-Carducci. L’assessore Waguè oltre a ringraziare i dirigenti del Comune Piro e Moretti e quelli degli istituti spiega assicura che il progetto «consentirà alla nostra città ed ai nostri ragazzi di avere a disposizione per l’inizio dell’anno scolastico 2017-2018, ossia in tempi record, un nuovo edificio più moderno ed in linea con la normativa antisismica». Sempre per quanto riguarda le scuole mercoledì la giunta ha approvato i lavori di somma urgenza (19 mila euro per riparare alcune parti del controsoffitto) per la messa in sicurezza della scuola dell’infanzia di via Milletti, a Solfagnano.

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Terremoto e fondi Sul fronte terremoto invece Palazzo dei Priori mercoledì ha confermato, su proposta del vicesindaco Urbano Barelli, l’invio di tecnici per la rilevazione dei danni subiti dalle strutture nelle aree più direttamente colpite dalle scosse; un’attività che andrà avanti dal primo febbraio fino ad aprile. Non ha invece decollato la raccolta fondi in favore dei terremotati lanciata dal Comune dopo il 24 agosto. Come rilevato mercoledì dal consigliere comunale Carmine Camicia (Conservatori e riformisti), che promosse l’iniziativa, «dopo 4 mesi, a inizio gennaio, il conto è stato chiuso e si è deciso di individuare il ricavato ad Amatrice e a Norcia». Sul conto, come si vede dall’estratto conto, una cifra abbastanza esigua, ovvero 3.892 euro dei quali oltre la metà (2.190) sono stati versati dall’Università di Tubingen, una delle città gemellate con Perugia. «Non solo – conclude Camicia – l’iniziativa di solidarietà è stata possibile grazie ai cittadini che hanno aderito, ma la mia proposta non è stata neanche accolta appieno dai miei colleghi che hanno anche deciso da destinare la modesta somma, senza neanche metterci un centesimo».

Twitter @DanieleBovi

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