Con il voto del Consiglio comunale di oggi pomeriggio, prende quota un progetto di grandissima rilevanza per la nostra Perugia. Oggi il consiglio comunale ha scritto un’altra pagina molto importante per la nostra città». L’assessore ai lavori pubblici Francesco Calabrese ha parlato così dell’approvazione, arrivata lunedì a Palazzo dei Priori, dell’atto di indirizzo della giunta attraverso il quale si sceglie di affidare a un Raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla parigina Citelum, vincitrice della gara Consip, la gestione di tutta l’illuminazione pubblica della città. Un sì arrivato coi soli 18 voti della maggioranza dato che Pd e M5S hanno scelto, con motivazioni in parte diverse, di abbandonare l’aula e di non votare l’atto. «Attualmente abbiamo 30 mila punti luce – ha detto Calabrese – con un consumo superiore ai 4 milioni di euro annui, mentre con le tecnologie attuali ormai sono possibili notevoli risparmi. Dall’altro lato, abbiamo riscontrato la necessità di rinnovare la pubblica illuminazione date le carenze strutturali che evidenziano 4 mila pali da sostituire e 14 mila corpi illuminanti le cui lampade sono fuori produzione, il che comporta la sostituzione dell’intero corpo. Tutta la città ne sarà interessata, in tempi rapidi di un anno, un anno e mezzo».
Il dibattito L’assessore ha ribadito quando detto in commissione e cioè che «la migliore soluzione è stata ritenuta la convenzione Consip sia per i costi che per i tempi di realizzazione dell’intervento. Alla fine avremo un sistema di pubblica illuminazione moderno, collegato attraverso la fibra con un sistema di telecontrollo, l’abilitazione degli smart-services, un risparmio a bilancio di non meno i 500 mila euro, una qualità dell’illuminazione elevata». Il dibattito in aula è stato lungo e articolato: secondo Camicia «altre aziende avevano interesse a proporre alla città delle innovazioni, abbattendo i costi, ma tutte queste proposte non sono state prese in considerazione dagli uffici». Intorno al fatto che la società sia francese si concentrano invece le maggiori critiche del Pd. Per Mirabassi si tratta di una gara importante ma «in un momento come questo di grave crisi economica – ha detto – la giunta, visto l’investimento di 32 milioni di euro, avrebbe dovuto tenere conto delle offerte di altre aziende, locali o nazionali, anziché di un’azienda francese seppur vincitrice della gara Consip». Il collega di partito Bori vede anche il rischio di subappalti alle aziende locali che «saranno costrette a lavorare a prezzi bassi. La gara ad evidenza pubblica avrebbe garantito, invece, da questo rischio».
FOTO: LA NUOVA ILLUMINAZIONE DEL CENTRO STORICO
Atto inopportuno La gara europea sarebbe stata l’opzione preferita anche dalla dem Mori secondo la quale «è inopportuno anche aver portato in consiglio un atto di competenza dirigenziale o della giunta stessa». Sul punto a fare chiarezza è stato il segretario generale secondo il quale l’atto va sottoposto al vaglio dell’assemblea in quanto si tratta di trasferimento di un servizio. A difendere la pratica in modo compatto è stata la maggioranza: «Consip – ha sottolineato Leonardi – non ha scelto a caso, ha fatto una gara europea, strappando anche prezzi più convenienti Con questo progetto andiamo a liberare risorse attraverso i consistenti risparmi che si otterranno e che rimarranno sul territorio». Mignini ha parlato anche di un miglioramento del decoro cittadino e dello stesso avviso è Perari per il quale l’amministrazione ha fatto un passo avanti in questo servizio. «Al netto di tutte le considerazioni – ha concluso – questo progetto risulta ad ora il migliore e l’amministrazione deve avere il coraggio di fare delle scelte subito». Per quanto riguarda il M5S la capogruppo Cristina Rosetti non critica l’impianto del documento della giunta ma la mancanza di «proiezioni economiche che non ci permettono di votare oggi l’atto».
NUOVA ILLUMINAZIONE INTELLIGENTE TRA CENTRO E FONTIVEGGE
M5S e Pd fuori dall’aula Il M5S ha anche provato a far tornare l’atto in commissione per ulteriori approfondimenti ma la proposta è stata bocciata. «Se c’è stata una pratica partecipata con la città – ha detto Calabrese a chi ha lamentato scarsa partecipazione – è questa, anche all’interno della maggioranza stessa. Approvando oggi l’atto si passa da una spesa annua di 4,4 milioni, che per 9 anni fa circa 40 milioni di euro, a 32, con un risparmio di 8 milioni di euro che restano davvero sul territorio». Da ultimo Calabrese è tornato sul tema delle imprese locali: «Non è stato presentato un progetto locale – ha sottolineato – che minimamente si avvicinasse a quelli delle aziende del settore arrivate da tutta Italia e dall’estero. Abbiamo interloquito con molte imprese e non è facile immaginare che imprese locali avrebbero potuto aggiudicarsi una gara europea, perché non competitive rispetto ad altre realtà ben più grandi. Tuttavia a queste stesse imprese locali, assumendoci delle responsabilità importanti, abbiamo spiegato che le opportunità per l’economia locale ci sono all’interno del volume complessivo dell’operazione».
