Ascoltare genitori e dirigenti scolastici in commissione per avere un quadro preciso della situazione, evitare l’aumento dei costi a carico delle famiglie, ripristinare i fondi, fermare i tagli e usare i proventi del 5×1000 per reintegrare le risorse. Ci sono le attività extrascolastiche, e specialmente il modo attraverso il quale vengono finanziate al centro dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali del Pd Tommaso Bori, Sarah Bistocchi, Alessandra Vezzosi e Diego Mencaroni. I quattro spiegano che i finanziamenti «erogati alle scuole che ne fanno richiesta dal 2009 al 2012 sono state di 75 mila euro, nel 2013 74 mila, nel 2014 54 mila e nel 2015 45.200. Nel bilancio 2016 la cifra si è ulteriormente ridotto a 30 mila euro, poi cambiata a 50 mila euro grazie all’impegno al lavoro fatto in Commissione. Ad oggi, quindi, la percentuale di finanziamento del Comune a tali attività è di circa il 30 per cento al di sotto della soglia del 50 per cento che di solito l’Amministrazione ha finanziato negli anni passati».
Attività extrascolastiche Nel 2015 ad esempio le scuole hanno presentato progetti per 147 mila euro e il Comune, ormai da anni, predispone un programma di offerte culturali e di opportunità educative che spaziano dall’educazione fisica alle attività musicali, dai corsi di lingua straniera e di teatro fino alla promozione di attività letterarie e alla realizzazione di pièce teatrali. Alla carenza di fondi «si aggiunge – proseguono i consiglieri dem – un dato di fatto non secondario, cioè che l’impossibilità di utilizzare i notevoli risparmi ottenuti dai genitori nella gestione dei comitati mensa, comporterà l’aumento del costo di tutte le attività extrascolastiche a carico delle famiglie. Si tratta di una tassazione indiretta e iniqua che va a danneggiare i bambini, soprattutto quelli appartenenti a famiglie in difficoltà economiche». Tutti motivi per cui i quattro dem chiedono al sindaco Andrea Romizi e alla sua giunta di intervenire.
La sicurezza Di scuole, e in particolare della loro sicurezza, si è parlato sempre martedì in commissione Cultura dove è stato discusso, ma non votato, l’ordine del giorno dei consiglieri pd Mirabassi e Borghesi con cui si chiede al Comune di porre divulgare tutte le informazioni sulla sicurezza degli edifici a genitori, insegnanti e dirigenti scolastici, nonché – come aggiunto nel corso della seduta – a valutare soluzioni che adottino strutture complesse di nuova costruzione che accorpino ove possibile più plessi, considerato il fatto che gli attuali 112 edifici non rappresentano un futuro sostenibile né dal punto di vista economico né per la necessità di ambire all’eccellenza scolastica. Sul primo punto, quello della sicurezza, le dirigenti di alcuni istituti cittadini hanno fatto il punto della situazione rassicurando le famiglie sullo stato degli edifici. In città l’unico a essere rimasto chiuso è il Carducci-Purgotti, che verrà riaperto a settembre dopo i lavori, mentre per quanto riguarda la Fabbretti la dirigente ha sollecitato il Comune dato che la scuola necessità di investimenti e criticità «in sospeso da troppo tempo».
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Vulnerabilità Un tema sul quale molto si è discusso in queste settimane segnate da forti scosse di terremoto, è quello della certificazione di vulnerabilità sismica, assente per una 50ina di edifici su 112. «La valutazione – ha detto la dirigente comunale Ivana Moretti – è stata effettuata con accuratezza. L’unico scrupolo che gli uffici hanno nella divulgazione di questi certificati è che dovrebbero essere letti da personale tecnico, per evitare di arrivare a conclusioni affrettate che potrebbero portare fuori strada, in considerazione della complessità delle valutazioni e delle considerazioni che sono state fatte e che è ben difficile sintetizzare». Altro problema, stavolta sollevato dal pentastellato Pietrelli, quello dei piani di evacuazione: le dirigenti hanno assicurato che ci sono e che le prove vengono fatte almeno due volte l’anno.
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Accorpamenti Da parte sua l’assessore Dramane Waguè ha ricordato il piano che prevede 27 milioni di investimenti per una ventina di edifici, presentato nelle settimane scorse, e si è detto sostanzialmente d’accordo con quanto detto da alcuni consiglieri di Pd (Vezzosi) e FdI (Sorcini) e cioè che per il futuro la strada da seguire è quella degli accorpamenti. «Tuttavia – ha detto – questa soluzione richiede un cambio di mentalità perché se si decide di chiudere una o più scuole per accorparle non si possono poi, strumentalmente, pilotare proteste, portando avanti un tiro al piccione contro il sottoscritto, piuttosto dovremmo essere tutti uniti per raggiungere un obiettivo che pare condiviso». Al termine della seduta Mirabassi ha integrato l’odg con le richieste dei colleghi e ha chiesto una sospensione della discussione per approfondire insieme la tematica.
