«Ora sono quasi 1.500 le famiglie che vivono in emergenza abitativa, con difficoltà quindi a pagare bollette, affitti e mutui». Lo segnala la Caritas diocesana di Perugia e Città della Pieve che per il 15 marzo ha organizzato una raccolta fondi nelle chiese, dedicando così a questi cittadini la «Quaresima di carità» del 2026.

La scelta è stata praticamente obbligata, perché, come spiega il direttore della Caritas di Perugia e Città della Pieve, don Marco Briziarelli, «l’emergenza abitativa resta la più grande in questa fase, con numeri che stanno aumentando anche quest’anno».

Molte di queste 1.500 famiglie per gestire la crisi che sta colpendo i loro bilanci familiari, mettendo perfino a rischio la possibilità di assicurarsi un tetto sopra alla testa, stanno chiedendo alla Caritas di essere accolte al villaggio Sorella provvidenza o in altre strutture a disposizione della diocesi, così da poter superare la delicatissima fase attraversata. Altre invece sono alla ricerca di affitti calmierati per comprimere le spese fisse e trovare una via per avere una boccata d’ossigeno.

«Nessuno può sentirsi più al sicuro dalla povertà, perché ci sono famiglie che fino a poco tempo fa non avevano mai avuto bisogno di rivolgersi alla Caritas», ha detto il direttore della Caritas di Perugia e Città della Pieve, ricordando che «quest’emergenza non significa solo aver perso la casa, ma essere anche nella seria difficoltà di gestirla per i pagamenti delle utenze domestiche, l’affitto, il mutuo. È un momento molto delicato e complesso per tante famiglie del nostro territorio».

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