Una protesta delle insegnanti precarie

A quasi una settimana dal Consiglio comunale grande di mercoledì scorso, si torna a parlare di servizi educativi per l’infanzia, e in particolare dell’avviso per la formazione di due graduatorie rivolte alle assunzioni, a tempo determinato, di educatrici negli asili nido e nelle materne comunali. Il problema, noto, sta nella mancata integrazione dell’avviso: insegnanti e sindacati avrebbero voluto infatti l’attribuzione di un punteggio maggiore a quelle professioniste che da anni lavorano negli asili nido comunali. Un’integrazione che non è stata fatta: «È gravissimo – spiega Federico Armati della Rsu-Cgil del Comune di Perugia – e se questa decisione è politica, non faremo sconti a nessuno ma, se è tecnica, la politica deve adottare ogni provvedimento utile a correggere l’avviso, compresa la rimozione del dirigente. La credibilità della politica non si recupera con le chiacchiere».

IL CONSIGLIO GRANDE

Il Consiglio Commentando quanto detto durante il Consiglio, Armati sottolinea che «Se abbiamo problematiche che pesano come “macigni” un motivo ci sarà. E crediamo anche che la responsabilità non sia solo della politica di turno. Facciamo un esempio: l’ultimo concorso pubblico per assunzioni a tempo indeterminato risale al 1983. Siamo convinti che oggi non ci si possa più permettere di parlare di massimi sistemi o fare attività solo di “facciata”. La Rsu, oggi, ha il gravoso compito di trovare una soluzione sostenibile e concreta per i lavoratori tutti, per i cittadini del domani e per la sopravvivenza dell’intero servizio educativo del Comune di Perugia. La gravità delle problematiche impone comportamenti e azioni serie».