La vista del terreno di gioco dalla tribuna

Abrogare la norma della convenzione tra Perugia Calcio e Comune in base alla quale la società si impegna a mettere a disposizione dell’amministrazione biglietti o abbonamenti. La richiesta, attraverso un ordine del giorno, arriva dal capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio comunale Cristina Rosetti dopo che, nei giorni scorsi, erano emerse indiscrezioni riguardo a un uso improprio dei biglietti, che sarebbero stati girati a collaboratori dei consiglieri: «È incredibile – dice -, come, nonostante la crisi piena della democrazia rappresentativa, per uno scollamento che sembra insanabile tra istituzioni e cittadini, ritenendo evidentemente di vivere una realtà parallela, politici vecchio stampo continuino a coltivare i loro piccoli privilegi».

Non c’è una lista Secondo quanto stabilito da Rosetti attraverso un accesso agli atti e le spiegazioni degli uffici comunali, non esiste una lista di chi ha usufruito dei biglietti né un atto che regoli l’utilizzo di questo benefit. «Tanti – dice Rosetti – sono gli interrogativi: i biglietti sono sempre stati messi a disposizione; e allora, mi chiedo: chi li ha gestiti, l’assessorato di turno? Con quali criteri? Chi ne ha fruito per entrare gratis allo stadio invece di pagare il biglietto come tutti i cittadini normali? Si sarebbe potuto pensare ad un utilizzo a fine sociale e di politiche dello sport, in collaborazione con il Perugia Calcio, ma visto quanto ancora questa amministrazione sta perpetrando, non ho fiducia che un tale impiego possa avere il fine auspicato. Quindi, è bene procedere prontamente per l’abrogazione della norma».

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.