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Si smontano i tendoni, ripiegano gli stand e la merce invenduta torna nelle buste; al parcheggio di Pian di Massiano spariscono le bancarelle e tornano le auto. Cinque giorni di Fiera dei Morti, uno degli appuntamenti più attesi dai perugini, che quest’anno però lascia ad alcuni un po’ di amaro in bocca. Tra cibo, abbigliamento made in Italy e oggettistica, la manifestazione continua ad attirare visitatori, ma gli acquisti si fanno più contenuti; si passeggia tra gli stand, si guarda la merce, ma si compra meno perché il carovita pesa sui portafogli umbri anche nei giorni di festa.

Calo delle vendite È chi partecipa da trent’anni a notare le differenze maggiori: non si fa più dove si faceva una volta, perché ora lì ci sono le giostre; si può stare più tranquilli, niente bande e meno criminalità. Ma in confronto a quindici anni fa «è proprio un altro pianeta» a livello di incassi, racconta uno degli ambulanti storici; oggi, spiega, il bilancio è in linea con quello degli ultimi anni, ma rispetto all’inizio è tutta un’altra storia. A pesare è in primis la concorrenza, soprattutto nel settore alimentare: secondo il commerciante, infatti i banchi dedicati al cibo sono ormai quasi 110, oltre un quinto dei 518 stand presenti. Che significa per chi vende? Tanta concorrenza, e su beni «di cui la gente può fare a meno con tutto quello che costa la vita oggi». Il problema principale resta quindi il potere d’acquisto dei visitatori: «Con il caro carburanti, l’energia e tutto il resto, la gente non arriva a fine mese, sta attenta su tutto», osservano gli ambulanti. A risentirne quindi sono soprattutto gli acquisti non indispensabili, quelli a cui si rinuncia più facilmente quando bisogna risparmiare, come il croccante o il bombolone ripieno, che oggi arriva a costare anche più di 6 euro. «Ma stanno attenti anche sull’abbigliamento», aggiunge un espositore arrivato da Firenze.

Aumento dei costi A pesare su chi partecipa però non sono soltanto gli incassi in calo, ma anche le spese per partecipare, che invece aumentano. «Già solo per fare il viaggio ci vogliono tanti soldi in più rispetto a prima per il carburante; poi il dormire, lo stand, anche la postazione costa ogni anno sempre di più» conferma un espositore che, come molti altri, viene a Perugia da fuori regione da anni ormai. Quindi tra trasporto merci e personale, pernottamento e allestimento, partecipare diventa un investimento importante. Costi che incidono sempre di più sui margini di guadagno degli espositori. 

Una fiera che continua a piacere Eppure, nonostante i rincari e gli incassi ormai ben lontani da quelli di un tempo, la Fiera dei Morti rimane un appuntamento fisso per molti. Piena sufficenza sopratutto per l’organizzazione dell’evento: la gestione infatti è migliorata nel tempo sopratutto sul fronte della sicurezza e della vigilanza notturna, compresa nel costo del posteggio. «È sempre una delle migliori fiere dell’anno» rivelano in molti.