Niente da fare. Inizierà lunedì 17 e andrà avanti fino al 21 agosto l’abbattimento di 14 pini in largo Madonna Alta, a Perugia. I lavori, secondo quanto riportato in un’ordinanza del Comune, saranno realizzati dall’Agenzia forestale regionale.
L’abbattimento Lo studio affidato settimane fa dal Comune a un professionista, basato sul metodo del Visual tree assessment, ha dato quindi esito negativo: i pini, già ammalorati, sono risultati essere o troppo pericolosi o non in grado di reggere alle fresature necessarie per il rifacimento di strade e marciapiedi in programma nella zona. Marciapiedi e strade già rovinati, come in tante altre zone della città, proprio dalle radici dei pini, con tutto quello che ciò comporta in termini di sicurezza per pedoni e veicoli. Al centro dell’incarico affidato da Palazzo dei Priori c’era la necessità di garantire la sicurezza dell’area e la tutela della pubblica incolumità, attraverso una mappatura dettagliata degli esemplari e una valutazione tecnica della loro stabilità, con l’obiettivo di verificare la possibilità di conservare le piante, limitando gli abbattimenti ai soli casi in cui risultino strettamente necessari.
Altri alberi La zona non rimarrà però priva di alberi e di ombra. Dopo l’abbattimento dei 14 pini infatti il Comune ha in programma di mettere a dimora altre piante, con tutta probabilità dei bagolari come quelli presenti ad esempio lungo viale Indipendenza. Ovviamente la messa a dimora non potrà essere fatta immediatamente dopo gli abbattimenti: il periodo più indicato per questa operazione è infatti quello tra novembre e febbraio; a quel punto il quartiere potrà avere nuove piante al posto dei pini.
Il comitato Nel frattempo rimane alta l’attenzione sul taglio di un’altra trentina di pini in programma nel quartiere, in particolare tra via Cotani e via Magno Magnini. Nelle scorse ore il comitato «Salviamo gli alberi di Madonna Alta» in una nota ha parlato della possibilità di soluzioni alternative all’abbattimento «già adottate in altre città, che richiedono però la valutazione di ogni singolo pino e non una valutazione sommaria come prevede il metodo Visual tree assessment». Secondo il comitato gli alberi presenti hanno resistito agli «stress test» rappresentati dai due violenti nubifragi delle ultime settimane, mentre per quanto riguarda marciapiedi e strade, le colpe non vanno imputate solo alle radici ma anche alle mancate manutenzioni. Il comitato promette che continuerà a presidiare la zona, mentre nelle scorse settimane molte mail di protesta sono state inviate a Palazzo dei Priori.
