Un precedente cambiamento nelle posate, piatti, bicchieri, ha comportato cambiamenti di impatto maggiore di quello immaginato nella vita di tutti. Si pensi a un compleanno organizzato prima e a uno organizzato dopo. Come alle conseguenze sul sacchetto della spazzatura dello stesso compleanno, all’attenzione di scrivere o meno il nome dell’invitato sul bicchiere e ad altre abitudini che diventano sempre più comuni. Il cambiamento è evidente fin dagli scaffali dei supermercati, come dal prezzo dei prodotti che acquistiamo, per cui, tendenzialmente, si fa maggiore attenzione allo spreco. Bene, la notizia è che le restrizioni continuano, nell’ottica di una sempre maggiore sensibilizzazione al volere bene all’ambiente. Chissà quanto le aziende addette alla raccolta rifiuti trasformino le loro pratica con la stessa velocità con cui le famiglie dimostrano di adattarsi al cambiamento. Ma questo meriterebbe un capitolo a parte che, probabilmente, presto proveremo ad affrontare, con dovizia di particolari. Veniamo all’attualità. Le trasformazioni in atto dallo scorso 8 agosto si traducono in questo modo.

Al supermercato il caso più immediato riguarda la vaschetta di plastica con meno di un chilo e mezzo di frutta o verdura fresca. Per intenderci quelle trasparenti o quelle che si sfrangiano tra le dita di una sorta di plistirolo. Alcune di queste confezioni rientrano nelle nuove disposizioni e non potranno più essere immesse sul mercato nazionale con le caratteristiche precedenti: dovranno rispettare i nuovi requisiti, attraverso l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili.

Un altro esempio è quello delle piccole confezioni monouso di condimenti. Pensiamo alla bustina o al piccolo contenitore di ketchup, maionese, olio, salsa o altro condimento. Qui la regola va letta con attenzione, perché esiste un’eccezione precisa: se il condimento viene fornito insieme a un alimento pronto da asporto, destinato a essere consumato immediatamente e senza ulteriori preparazioni, quella confezione rientra nell’esclusione prevista dalla normativa. È quindi il caso tipico del condimento consegnato insieme a un pasto da portare via.

Diverso è il caso di una piccola confezione di olio inserita dentro una vaschetta di insalata preconfezionata venduta al supermercato. Non si tratta infatti di un condimento fornito da un ristorante insieme a un pasto pronto da asporto: è parte della confezione commerciale del prodotto. Per questo non può essere automaticamente considerata coperta dall’eccezione prevista per il take-away e deve rispettare le regole applicabili alla specifica tipologia di imballaggio.

Per i nuovi imballaggi immessi sul mercato dovranno essere utilizzati materiali certificati biodegradabili e compostabili, nei casi previsti dalla norma. Al ristorante o al bar, invece, il cambiamento riguarda piatti, bicchieri, vassoi e altri contenitori di plastica monouso destinati a cibi e bevande consumati nei locali. Negli hotel sono interessate le mini-bottigliette monouso di shampoo, bagnoschiuma, crema o altri prodotti per l’igiene personale che vengono messe in bagno per un ospite e sostituite dopo il soggiorno. Non significa che dall’8 agosto spariscano tutti i piatti, i bicchieri, le bustine o gli imballaggi di plastica: sono queste specifiche tipologie a dover essere adeguate quando vengono immesse per la prima volta sul mercato italiano, secondo i requisiti previsti dalla nuova normativa.

Le nuove prescrizioni sono già operative, ma per le imprese è previsto un lungo periodo prima dell’applicazione delle sanzioni. Le multe scatteranno dal 1° gennaio 2030. Vanno da 2.500 a 25 mila euro. Nei casi più gravi, quando gli imballaggi non conformi rappresentano oltre il 10 per cento del fatturato dell’impresa, la sanzione può arrivare a 100 mila euro. Per supermercati, ristoranti, catering e strutture ricettive si apre quindi una fase di adeguamento che riguarda soprattutto la scelta dei materiali, i prodotti acquistati e i rapporti con i fornitori.

La disciplina italiana consente, nella fase attuale, l’utilizzo di materiali biodegradabili e compostabili per le categorie interessate. Il quadro, però, non è ancora completamente stabilizzato perché l’Italia è oggetto di un confronto con la Commissione europea su alcune scelte contenute nella normativa nazionale.