L'acquedotto di via Appia (©Rulli-WikiCommons)

Un peggioramento delle condizioni della struttura, più spazi vuoti all’interno della muratura di quanto fosse possibile prevedere, la necessità di miglioramenti per quanto riguarda la pavimentazione e l’impermeabilizzazione. Sono questi i motivi principali che hanno portato il Comune di Perugia ad approvare, nelle scorse ore, una perizia di variante a proposito dei lavori di restauro dell’acquedotto medievale di via Appia, che rappresenta uno dei punti più noti e fotografati del centro storico. I lavori, finanziati dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli attraverso il meccanismo dell’Art Bonus, sono partiti nel novembre scorso e si concluderanno all’inizio di ottobre, un mese dopo rispetto a quanto preventivato.

Le cifre La variante modifica il contratto con l’impresa incaricata dei lavori, portando l’investimento totale a poco meno di 450mila euro, con un aumento di 48.136,62 euro, pari al 12 per cento; una maggiore spesa coperta attraverso le economie ottenute in fase di gara e le somme già previste nel quadro economico del progetto, senza quindi un aumento del finanziamento complessivo.

Le motivazioni Le modifiche si sono rese necessarie dopo l’apertura del cantiere e le verifiche effettuate direttamente sulla struttura. Secondo quanto scritto dai tecnici negli atti approvati da Palazzo dei Priori, il tempo trascorso tra la progettazione e l’avvio dei lavori ha contribuito al peggioramento delle condizioni della muratura, rendendo necessario ampliare alcune delle lavorazioni previste. Le verifiche hanno inoltre permesso di accertare la presenza, all’interno delle murature in pietra, di cavità più estese di quanto fosse possibile stabilire prima dell’intervento; per consolidare queste parti sarà quindi necessario aumentare il numero e le dimensioni dei fori attraverso i quali viene iniettata la malta di calce, così da distribuirla in modo uniforme all’interno dei vuoti.

Le pulizie e il percorso Anche la pulizia e la sistemazione della muratura sono state ampliate rispetto alle previsioni iniziali, pur cercando di mantenere il più possibile materiali e tecniche compatibili con quelli originari. In particolare, è previsto un ulteriore trattamento di pulizia nella parte interna degli archi, mentre sarà maggiore la superficie interessata dalla sistemazione dei giunti tra i mattoni e le pietre. Per quanto riguarda il percorso pedonale sopra l’acquedotto, il progetto iniziale prevedeva uno strato di sabbia sotto la nuova pavimentazione in cotto ma, in corso d’opera, si è scelto di realizzare una base in cemento armato, più resistente, sagomata in modo da favorire il deflusso dell’acqua piovana. Previsti poi giunti di dilatazione ogni sette metri, necessari per limitare gli effetti degli sbalzi di temperatura sulla pavimentazione.

Le guaine L’acqua per la struttura medievale rappresenta una delle principali cause di deterioramento delle strutture storiche e così, alla base dei parapetti, saranno realizzati appositi tagli per inserire una guaina impermeabilizzante, con lo scopo di impedire che l’acqua penetri nella muratura e raggiunga gli archi sottostanti. La pavimentazione sarà inoltre modellata con una leggera pendenza centrale, in modo da favorire lo smaltimento delle acque. Nel corso dei sopralluoghi la Soprintendenza ha inoltre fornito ulteriori indicazioni tecniche, riguardanti soprattutto le modalità di realizzazione della pavimentazione e alcuni interventi di consolidamento, sulla base di quanto emerso una volta iniziati i lavori.

Le demolizioni La variante comprende infine il ricalcolo delle superfici effettivamente interessate dalle opere di demolizione, ricostruzione e trattamento. In generale a non cambiare è la filosofia dell’intervento, che resta concentrato sul restauro conservativo dell’acquedotto, con la sostituzione delle parti in laterizio danneggiate, la rimozione della vegetazione e dei depositi presenti sulla muratura, la sistemazione dei giunti con malte compatibili e il rifacimento della pavimentazione.