Le Rsu dei dipendenti del Comune di Perugia vanno all’attacco dell’Amministrazione dopo che è venuto a galla il caso dell’ex avvocato del Comune, Mario Cartasegna, e della sua pensione da 49 mila euro lordi mensili. Lo fanno attraverso una dura nota in cui «si dissociano da tali scelte in quanto da sempre denunciano uno spreco enorme di risorse pubbliche che sono state, e continuano ad essere, destinate esclusivamente a mantenere privilegi di una classe dirigenziale asservita ad una politica che contraccambia questo servilismo con l’elargizione di premialità e incentivi, molto spesso discrezionali, che a volte sembrano essere più che borderline della legge».
Secondo le Rsu «finalmente i nodi vengono al pettine. E’ inutile ora che il sindaco Boccali si nasconda dietro un dito per continuare a negare l’evidenza dei fatti cercando inutilmente di scaricare su altri (leggasi sindaco precedente) le proprie responsabilità nelle scelte politiche che hanno determinato una situazione sconcertante al Comune di Perugia». Questo in quanto «il nostro Ente è stato citato come esempio negativo per l’Italia intera per aver creato le condizioni tecnico-politiche affinché un suo singolo dirigente potesse nel tempo percepire fiumi di denaro in incentivi e salario accessorio, tali da congedarlo poi con una pensione di 637.000 euro l’anno (circa 50 mila euro il mese)».
Secondo le rappresentanze sindacali non è vero che «la musica è cambiata»; «ogni atto – sottolineano – che nel tempo ha stabilito gli incentivi a favore dell’ex avvocato comunale Cartasegna, ha visto partecipe in maniera diretta Boccali, prima come assessore e poi come sindaco». Così come ridicola appare loro la giustificazione per cui è «più economica per le casse comunali la scelta di lasciare ancora a disposizione dell’ex avvocato la macchina blu con relativo autista».
Ciò rappresenta «un’offesa per tutti coloro che ogni giorno con il proprio lavoro contribuiscono ad elevare la qualità dei servizi che il Comune di Perugia eroga alla cittadinanza e che percepiscono uno stipendio di poco più di mille euro al mese. E’ questo modo di ragionare e organizzare il Comune di Perugia che contribuisce ad alimentare un ingiusto giudizio negativo nei confronti dei pubblici dipendenti».
Le Rsu sottolineano infine «l’inopportunità dell’intervista rilasciata alla stampa dal diretto interessato, avvocato Cartasegna, in quanto la ritengono una ulteriore offesa alla dignità non solo dei dipendenti del Comune di Perugia, ma anche nei confronti di tutti i cittadini che pagano le tasse e ancor più nei confronti di tutti i giovani che ancora vogliono credere in una classe politica che operi nell’interesse esclusivo della collettività».
