No al pedaggio sul raccordo Perugia-Bettolle

«Il pedaggio sul raccordo autostradale Perugia-Bettolle, pur previsto dalla legge, non può al momento essere introdotto, in quanto si dovrà prima vedere l’esito del ricorso di legittimità presentato dalla Regione Umbria, nel settembre dello scorso anno, e tuttora pendente davanti alla Corte Costituzionale. E sarebbe comunque il caso che, prima d’introdurre pedaggi, l’Anas desse seguito alla realizzazione delle priorità, che la Regione ha posto da tempo all’attenzione del governo». È questo il commento dell’assessore regionale ai trasporti Silvano Rometti alla notizia dell’avvio da parte dell’Anas, di rilevazioni geologiche, nel tratto Perugia-Bettolle, per il collocamento di 14 “portali” finalizzati al prelevamento del pedaggio.

Approccio inaccettabile «Il presidente dell’Anas – ricordano alla Regione -, pur evidenziando come, senza l’emanazione di un apposito decreto volto a fissare i criteri e le modalità del pedaggiamento, non si  possa introdurre alcun tipo di pedaggio, ha comunque bandito una gara da 150 milioni di euro per la realizzazione del sistema di ‘tele-pedaggio’ su tutti i raccordi, aggiudicata ad ‘Autostrade per l’Italia’. Un approccio – si fa notare – che, non avendo previsto alcun tipo di partecipazione, non è assolutamente accettabile».

Il ricorso Il ricorso di legittimità presentato dalla Regione Umbria di fronte alla Corte Costituzionale (diversamente da altre amministrazioni ed associazioni di altre regioni, che avevano presentato ricorsi al Tar) contesta in sostanza allo Stato di essere intervenuto in via esclusiva in materie nelle quali «c’è una competenza concorrente» (Stato/ Regioni). «Illegittima» viene considerata dalla Regione Umbria la previsione del ricorso da parte dello Stato ad un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto «fonte non legislativa in una materia di competenza concorrente»; e ugualmente «illegittima» viene definita l’autorizzazione concessa all’Anas di applicare in via transitoria una maggiorazione tariffaria forfettaria presso le stazioni autostradali che s’interconnettono con i raccordi: «una misura – viene fatto rilevare – illegittima sia perché emanata al di fuori della competenza statale, sia perché non prevede alcuna intesa con la Regione nella sua fase attuativa, affidandosi, al contrario, ad una “unilaterale determinazione dell’amministrazione statale».

Anas: scelte non definite La Regione sottolinea la necessità che il decreto faccia luce sui criteri di applicazione del pedaggio, per capire se riguarderanno soltanto chi, provenendo dall’autostrada, si serva del raccordo (o chi usi il raccordo per entrare nella ‘A1’), o se il pedaggio sarà applicato a tutti coloro che utilizzeranno semplici tratti del solo raccordo, a mo’ di tangenziale urbana. Il punto di maggior impatto sull’utenza è proprio questo. A tale proposito, contattato telefonicamente, il direttore tecnico dell’Anas Andrea Primicerio, ha affermato di «non essere a conoscenza di scelte già definite». Il dottor Primicerio smentisce dunque di «aver dato – come riportato dalla stampa locale – risposte definitive sull’argomento, in sede di audizione presso il Consiglio Comunale di Perugia».

Agevolare i residenti «Prima di introdurre pedaggi di sorta, che – si fa notare alla Regione – costituirebbero comunque una scelta inaccettabile, in assenza di una condivisa partecipazione, l’Anas dovrebbe effettuare interventi in grado di garantire standard di funzionalità e sicurezza adeguati per una strada a pedaggio, ivi compresi interventi sui collegamenti con la viabilità ordinaria (strade regionali, provinciali e comunali), sulla quale potrebbero in futuro gravare maggiori carichi di traffico. Senza contare l’assoluta necessità di prevedere forme di agevolazione per i residenti (del tipo “bollino/tassa annuale”), con un consistente abbattimento dei costi per chi del raccordo Perugia-Bettolle si serve per le quotidiane esigenze di vita e di lavoro».

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