Parrano

di M.T.

Il fenomeno dell’italian sounding, cioè lo spacciare prodotti tarocchi come italiani, è una delle piaghe con le quali il made in Italy deve fare i conti. Ma che fosse un Comune ad essere scippato del proprio nome, per trovarlo appiccicato ad un formaggio, ci mancava.

Parrano Mercoledì 7 agosto infatti è approdato in parlamento il caso del formaggio Parrano: un’azienda olandese, in pratica, produrrebbe una specie di parmigiano e gli ha affibbiato il nome del paese del Ternano. La denuncia era stata fatta dal sindaco, Vittorio Tarparelli: «In Italia esiste un solo Parrano – tuona il primo cittadino – che è un’entità amministrativa e che quindi deve tutelare il proprio nome, la propria identità segnica».

In parlamento E così è andata a finire che Alessandra Terrosi, deputata del Partito democratico, ha portato la faccenda in commissione agricoltura e, durante il question time, ha chiesto che «il governo si adoperi affinché la commissione europea dia efficacia nei tempi più brevi possibili all’estensione ad altri alimenti dell’etichettatura di origine obbligatoria».

Il commento L’interrogazione era stata firmata anche da Walter Verini, eletto nella circoscrizione dell’Umbria: «È stato importante dare a questa questione il giusto rilievo – ha commentato Verini – poiché oltre al danno economico che ne deriva, dobbiamo impedire che le bellezze dei nostri territori vengano strumentalmente associate a prodotti diversi da quelli realizzati localmente e che a quei territori devono la propria esistenza».
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