Mentre i cittadini di Castelluccio invitano il nuovo premier Gentiloni per Natale, Papa Francesco si prepara ad accogliere in Vaticano i terremotati e intanto nel presepe in Piazza San Pietro svetta il pinnacolo della Basilica di San Benedetto. Ma la terra in Valnerina continua a tremare: una nuova scossa di magnitudo 3,4 è stata registrata poco dopo le 18 di lunedì con epicentro tra Cascia e Norcia.
Sfollati dal Papa Giovedì 5 gennaio, alle 12, nell’Aula Paolo VI in Vaticano, Papa Francesco riceverà in Udienza speciale le persone colpite dal terremoto del 24 agosto, del 26 e 30 ottobre. «Si tratta di un incontro – afferma l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo – dedicato specialmente a quanti hanno perduto i loro cari, la casa, la sicurezza economica, a quanti sono sfollati dalla loro terra; un appuntamento che il Papa vuole riservare a coloro che portano in modi diversi le ferite causate dal sisma e attendono consolazione e speranza». Ogni “Diocesi terremotata” è invitata ad organizzare nel modo migliore la partecipazione delle persone interessate.
Il pinnacolo Venerdì scorso, intanto, in piazza San Pietro è stato inaugurato il Presepe, realizzato con materiali giunti da Malta, e l’illuminazione dell’albero di Natale. Accanto al presepe è stato deposto, come messaggio di condivisione e solidarietà, il pinnacolo della Basilica di San Benedetto a Norcia, icona del terremoto che ha sconvolto diverse regioni dell’Italia Centrale il 30 ottobre scorso. Le offerte che i pellegrini e i turisti che visitano il presepe e l’albero di Natale in piazza San Pietro sono soliti lasciare, quest’anno verranno destinate alla ricostruzione dell’oratorio parrocchiale di Norcia, gravemente danneggiato.
Pizza napoletana a Norcia Mercoledì 14 dicembre, a pranzo, lo staff della pizzeria “O’zianiello” di Lettere (Napoli), guidato dal titolare Vincenzo Staiano, sarà a Norcia per offrire con il calore dei propri forni una buona pizza napoletana ai terremotati, che verrà distribuita nei vari campi degli sfollati. «Nella circostanza – afferma Staiano – si spera di donare un momento di serenità nella vita di queste famiglie che purtroppo quest’anno trascorreranno un Natale particolare; proprio per non far dimenticare loro l’atmosfera natalizia doneremo un presepe tipico napoletano. Vorrei ringraziare l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che ha reso possibile questa iniziativa. Sarà presente anche il sindaco di Lettere Nino Giordano per far sì che anche il Comune si impegni concretamente nella ristrutturazione e quindi nella rinascita della storica città di Norcia. Nella circostanza, d’intesa con il Sindaco della cittadina umbra, Nicola Alemanno, le due realtà comunali firmeranno un gemellaggio».
Verini: «Venite in Umbria» Intanto alla Camera prosegue la discussione sul decreto, in via di approvazione. «A Natale – ha detto il deputato Pd Walter Verini – è importante scegliere per qualche giorno l’Umbria, le Marche. A parte le zone colpite, dove pure, come a Norcia, si sta lavorando per riaprire almeno parzialmente la zona rossa, il resto della regione è pronta a ospitare turisti, in un clima pieno di iniziative culturali, di mostre, di valorizzazione del paesaggio, delle città e dei borghi, dei prodotti della terra. Così come è stato ed è importante che sia scattata e sia ancora grande la spinta solidale ad acquistare prodotti delle zone colpite: è un messaggio di fiducia e di speranza che non va lasciato cadere». Nel corso del suo intervento, l’esponente democratico umbro ha parlato di «decreto come prima, efficace risposta all’emergenza, che dopo la prima fase, quella dell’ospitalità degli sfollati, vede ora in parte con il montaggio dei container e soprattutto con il lavoro in atto per l’allestimento delle casette l’avvio di una nuova fase che porterà alla ricostruzione». Verini ha valorizzato anche alcune scelte fondamentali contenute nel decreto, (e nella legge di stabilità) come il sostegno alle ricostruzione delle scuole, delle prime e delle seconde case, dei beni culturali e delle chiese. Come quello al lavoro, agli agricoltori e agli allevatori, agli artigiani e ai produttori di pregiati prodotti agroalimentari. «Così come fondamentale – ha aggiunto – è quello da dare agli operatori turistici di quei territori. Tutto verso una piena ricostruzione, efficace e trasparente, che si inserisca bene nelle line di Casa Italia, per un Paese non più fondato sull’emergenza, ma sulla prevenzione e la sicurezza delle case e dell’assetto idrogeologico».
«Insomma – ha concluso Verini – quelle zone appenniniche, già colpite dalla crisi economica e industriale di questi anni, debbono essere aiutate a tornare comunità vive e operose. Non solo per loro, ma per l’Italia, perché in quei borghi sta parte importante delle radici della cultura nazionale ed europea e perché, come hanno detto gli studenti dell’Università di Camerino, Il futuro non crollerà».
