di Rebecca Salati
Si continua a parlare di giovani e salute mentale, questa volta a prendere la parola sono gli esperti, durante un incontro sul tema all’Università degli studi di Perugia. Alla base di SerenaMente l’idea che i disturbi mentali tra le nuove generazioni non siano nati dopo il Covid ma che si siano acuiti, complici anche l’ambiente scolastico e i social network.
SerenaMente Due giorni di focus sul tema, il 9 e 10 ottobre a Perugia, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, sull’impatto dei disturbi mentali sui giovani e di come queste patologie sono mutate negli ultimi anni. Al centro della prima giornata di incontri le nuove patologie a impattare sulla salute psichica, la cui integrità, come dimostrato, è stata compromessa dall’avvento dei social e delle nuove forme di dipendenza. Si è parlato poi dell’importanza della diagnosi e delle nuove metodiche di trattamento, e dell’evidente carenza di strutture adeguate per affrontare situazioni di criticità.
Scuola Si è parlato poi dell’impatto sulla psiche dell’attuale concezione di scuola, basata più sulla competizione che sulla collaborazione, e di come questa possa favorire l’insorgere di problematiche. Tra le proposte emerse, spiccano la creazione di un nuovo modello lavorativo incentrato sulle esigenze delle nuove generazioni, l’istituzione di una “stanza del silenzio” ispirata al modello dell’Onu e, soprattutto, il potenziamento e l’aumento dello sportello psicologico dedicato agli studenti.
Covid I relatori hanno sottolineato poi come, contrariamente a quanto spesso si crede, non sia stato il Covid a generare questi disturbi, ma che li abbia fatti piuttosto emergere in maniera più evidente. La pandemia, infatti, ha rappresentato un momento di esplosione di patologie già presenti da anni, accentuando problematiche preesistenti anziché crearne di nuove. Il continuo utilizzo di smartphone e social media che creano un filtro a ciò che in realtà è il contesto circostante, favorendo l’isolamento dell’individuo e il senso di vergogna.
Hikikomori Un fenomeno sociale, nato in Giappone, e caratteristico delle nuove generazioni è proprio quello degli Hikikomori. Per il trattamento di queste nuove forme di disturbi mentali e il benessere psicologico della persona sono stati sperimentati in Giappone dei robot attraverso i quali il medico riesce ad interagire con il paziente, come una vera a propria persona. Per diminuire e per limitare l’insorgere di queste problematiche si raccomanda un continuo contatto con la realtà che ci circonda, dialoghi e attività con altre persone, ma anche di svolgere attività fisica per più di due volte a settimana in spazi aperti e ampi. Fondamentale il ruolo della famiglia attraverso giochi e letture, e la diminuzione dei momenti trascorsi da soli e con dispositivi quali tv, videogiochi e social media.
