di C.F.
Non solo la Valnerina ha salvato la tradizione dei Ri Fauni o falò della Venuta nonostante le ferite e il dolore del terremoto. Ma è stata grande la festa con decine e decine di persone che si sono ritrovate di fronte a fuochi alti diversi metri per trascorrere alcune ore insieme alla propria comunità costrette dalla furia della terra a un Natale e un inverno mai così duri. Nel campo di viale della Stazione di Norcia, dove anche con l’aiuto dei soccorritori si è riusciti a realizzare la gigantesca pira di rami di ginestra, in diversi con la fisarmonica tra le mani suonato e cantato musiche tradizionali, come la Cicirinella. Alla festa non è naturalmente mancato il sindaco Nicola Alemanno, trascinato tra i giovani fisarmonicisti e quindi costretto a tirar fuori la voce. Falò anche a Campi di Norcia dove anche la Proloco, guidata da Roberto Sbriccoli, non ha mancato all’appuntamento tradizionale organizzando grigliate di carne e brindando alla comunità che stringe i denti e non lascia la montagna. Festa anche a Vallo di Nera, Monteleone e Cascia. Qui in particolare l’accensione è stata preceduta dalla celebrazione religiosa e da una fiaccolata, poi largo al falò ma soprattutto a canti e balli con fisarmonicisti popolari capaci di ballare, suonare e cantare trascinando decine di persone. E come scrive in un post la proloco di Norcia: «E’ fuoco di rinascita».
La festa in viale della Stazione a Norcia
La festa a Cascia
La festa a Cascia con canti e balli
Il falò della Venuta a Vallo di Nera (post del sindaco Agnese Benedetti)
