I dati forniti da Anas a proposito del progetto sul Nodino «dimostrano che l’intervento proposto è assolutamente inadeguato e che sarebbero di maggiore efficacia le migliorie ipotizzate sui due punti critici», ovvero il raddoppio della rampa che collega la E45 al Perugia-Bettolle e la terza corsia fra Ponte San Giovanni e Collestrada. Dopo la manifestazione che si è tenuta settimane fa il coordinamento di comitati e associazioni Sciogliamo il Nodo di Perugia torna a farsi sentire sul progetto per criticare le recenti analisi fatte da Anas.
CENTRODESTRA SPINGE PER RADDOPPIO RAMPA E TERZA CORSIA
Osservazioni Nei giorni scorsi il coordinamento ha inviato una serie di osservazioni e documenti tecnici al al ministero della Transizione ecologica e alla Regione «con il fine di confutare le conclusioni di Anas», giudicate carenti e fuorvianti in quanto, secondo il coordinamento, non sono stati presi in considerazione alcuni aspetti. In primis le associazioni sottolineano che i flussi di traffico si concentrano per lo più sulla direttrice critica Foligno-Trasimeno e che gli ingorghi sono causati esclusivamente dal traffico locale e regionale.
NODINO, ALTRA PROTESTA IN PIAZZA
I dati I rilievi poi sono stati fatti in un periodo in cui le scuole erano chiuse e molte persone lavoravano in smart working, senza riportare dati relativi alle ore di punta (8 e 18.30) ma tenendo conto solo dei flussi medi. Secondo le analisi del coordinamento nella zona della rampa il Nodino porterebbe a una riduzione del 7-8% del traffico e «a un ininfluente 0% su quello pesante giornaliero medio», mentre sul viadotto «Volumni» i benefici sarebbero del 4%. «La tratta più congestionata – spiega il coordinamento – è quella dei 3 km che vanno da Collestrada alla rampa di Ponte San Giovanni», non interessata dal tracciato.
Gallerie Timori ci sono anche riguardo ad alcune opere: «Il progetto – dicono – sembra prevedere che la zona sia attraversata, non solo da una galleria naturale, ma anche da una devastante galleria artificiale in calcestruzzo armato, per realizzare la quale si dovrebbe scavare una enorme trincea a cielo aperto ricoprendo poi tutto con terreno di riporto e distruggendo il paesaggio e l’ecosistema del Bosco a Farnetto. Queste opere sono assolutamente proibite dalle norme di tutela e salvaguardia delle zone Sic/Zsc». Inoltre «sono proposte soluzioni per gli svincoli di Collestrada e Madonna del Piano, con previsione di centinaia di metri di viadotti e gallerie artificiali anche sulla collina di Collestrada, ricoprendo poi tutto con terreno di riporto e distruggendo il paesaggio e l’ecosistema».
NODINO, ROMIZI CONTRO MELASECCHE
Fondazione Da ultimo il coordinamento, oltre a chiedere se sia sensato spendere 10,5 milioni solo per il progetto definitivo, evidenzia che «per proporre quella che viene definita come opera strategica di interesse nazionale si sia dovuto richiedere il nulla osta all’utilizzo del progetto preliminare da parte della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, ciò dimostrando che il progetto preliminare è di sua proprietà». Il coordinamento ha chiesto un incontro alle istituzioni coinvolte per discutere di queste tematiche.
