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lunedì 26 settembre - Aggiornato alle 08:24

Nodino, Confindustria si schiera: «Opera utile». Domenica doppia manifestazione di protesta

Gli imprenditori: «Migliorerebbe almeno in parte i problemi». Il 2 protesta di venti associazioni. Perugia e Torgiano ribadiscono il loro no

Parte del progetto per il Nodino

di D.B.

«Un’opera che migliorerebbe, almeno in parte, i problemi di viabilità che ormai da oltre vent’anni congestionano il tratto tra Collestrada e il capoluogo regionale». Così gli imprenditori della sezione di Perugia di Confindustria Umbria che, mercoledì, ha espresso parere favorevole alla realizzazione del cosiddetto Nodino di Perugia, la bretella di circa 7 km che, lungo la E45, dovrebbe collegare Collestrada a Madonna del Piano. «La realizzazione – sostengono – contribuirebbe ad alleggerire una delle zone più congestionate della regione».

TORGIANO BOCCIA IL NODINO: «UNO SFREGIO»

NODINO, IL NO DEI COMITATI

Soluzione efficace Confindustria giudica che il vero e proprio Nodo sia «la soluzione più efficace», ma nel frattempo la mini variante, figlia dell’opera di cui si parla ormai da quasi vent’anni, possa «contribuire all’infrastrutturazione della nostra regione e alla competitività del suo sistema produttivo. «Mi sento di rassicurare – dice Maurizio Mariotti, presidente della sezione di Perugia e consigliere delegato alle infrastrutture di Confindustria Umbria – quanti hanno espresso timori per l’impatto ambientale di quest’opera».

NODINO, ROMIZI CONTRO MELASECCHE

LA REPLICA DI MELASECCHE

Basso impatto «Anas – aggiunge – ha dimostrato che è possibile costruire infrastrutture importanti e utili con un bassissimo impatto ambientale, ne è un esempio il collegamento tra Foligno e Civitanova della Quadrilatero, anch’esso a suo tempo molto osteggiato». «Non possiamo più permetterci – conclude Mariotti – di rimanere indietro. In questo senso il Pnrr dell’Umbria, nel quale il capitolo delle infrastrutture assorbe una parte significativa delle risorse, rappresenta un’occasione unica e irripetibile. Dobbiamo tutti insieme contribuire per poterla cogliere pienamente e far uscire finalmente l’Umbria dal suo isolamento».

Doppia protesta Di tutt’altro avviso i comitati e le associazioni che hanno già raccolto oltre cinquemila firme in calce alla petizione con cui si chiede di cassare l’opera, giudicata inutile (meno del 20% dei flussi di traffico lungo quel tratto è di attraversamento) e dannosa per l’ambiente. Domenica 2 maggio, a partire dalle 16, il coordinamento «Sciogliamo il Nodo», che riunisce una ventina di associazioni, terrà una manifestazione di protesta a Collestrada (nella zona del bosco e del borgo medievale) e Madonna del Piano (davanti al cava di Sant’Andrea d’Agliano): «Un progetto vecchio e inadeguato» che «ha suscitato perplessità e opposizione da parte di vari livelli istituzionali territoriali».

VIA A REDAZIONE PROGETTO, SERVONO 150 MILIONI

L’audizione E a proposito di istituzioni, mercoledì in consiglio regionale c’è stata l’audizione, in Seconda commissione, dell’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Perugia, Otello Numerini, e del sindaco di Torgiano, Eridano Liberti (un territorio sul quale è forte anche la contrarietà di un attore economicamente e politicamente ‘pesante’ come la famiglia Lungarotti). Entrambi i Comuni si sono schierati con nettezza contro l’opera, stoppata a livello politico dai vertici del centrodestra e che ha provocato, nelle scorse ore, un duro scontro tra il sindaco di Perugia Andrea Romizi e l’assessore regionale alle Infrastrutture Enrico Melasecche.

Partecipazione Sia Numerini che Liberti, oltre a ribadire il no hanno posto l’accento sulla necessità di ascoltare territorio e istituzioni, chiedendo poi «un’ampia partecipazione nelle forme opportune e l’istituzione di un tavolo tecnico con Anas, Regione e Comuni». L’audizione ha messo in evidenza anche la frattura all’interno della Lega, una cui parte chiede da tempo le dimissioni di Melasecche: Rondini ha parlato di «un tema complicato dove è mancata l’informazione e il coinvolgimento dei sindaci», mentre Mancini ha definito il progetto «non convincente». Dalla sua, il direttore regionale Stefano Nodessi ha chiesto di decidere velocemente «per non rischiare di perdere i fondi previsti o che possano essere stornati in altre direzioni».

Twitter @DanieleBovi

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