di E.B.
Non si ferma lo scontro tra cittadini e istituzioni sul progetto del ‘Nodino’ di Perugia. Sì, perché se la Regione procede con il progetto, i comitati cittadini e le associazioni chiedono che si discuta alla luce di «tutte le contraddizioni che il progetto definitivo porta con sé». Una discussione che si trascina ormai da mesi senza alcuna risoluzione.
Importanti novità «Apprendiamo – si legge in una nota dei Radicali Perugia – che la Regione sarebbe in attesa di un parere formale del sindaco o della giunta comunale sul progetto del ‘Nodino’, dopo quello negativo dal Comune di Torgiano. Una decisione per la quale Romizi può e deve farsi aiutare dal consiglio comunale. Vero è che l’assise cittadina si è già espressa due volte sul tema, peraltro con esiti diametralmente opposti». Tuttavia, rispetto a dodici mesi fa ci sono due importanti novità: Anas ha reso noto il progetto definitivo, che secondo i Radicali «non solo non ha apportato le migliorie previste, ma ha se possibile portato nuove preoccupazioni». A testimoniarlo, le «tante osservazioni fatte giungere agli enti interessati da cittadini e comitati». Inoltre, nel progetto sembra essere «peggiorato il quadro economico in maniera significativa».
Premesse fallaci La seconda novità, continua la nota, è che «l’ordine del giorno approvato nel giugno 2022 dal consiglio comunale si basava su premesse che si sono rivelate fallaci. Non esistono le migliorie progettuali che avrebbero dovuto portare a una maggiore tutela del bosco di Collestrada. Non esiste alcuna bozza di prosecuzione a due corsie da Madonna del piano all’ospedale. E soprattutto non è stato finanziato neppure un euro dei 480 milioni necessari». Contrariamente a quanto asserisce la delibera di consiglio, secondo la quale l’opera avrebbe trovato copertura finanziaria nella legge di bilancio di fine 2022. Questione, quella delle coperture finanziarie mancanti, palesata durante il «tragicomico siparietto catturato dai media». Si tratta del video dell’assessore regionale Melasecche che, in un cantiere di una galleria, chiede di reperire i fondi al ministro Salvini, «il quale dava la sensazione di non essere neppure a conoscenza del progetto».
L’appello È compito della III Commissione consiliare pronunciarsi sull’ordine del giorno riguardante il ‘Nodino’. Tuttavia, dicono, «l’atto inspiegabilmente giace lì da tre mesi senza che venga portato in aula». Pertanto, l’associazione si appella alla presidente di III Commissione Casaioli affinché «lo tiri fuori finalmente dal cassetto e lo porti in discussione». Si rivolgono inoltre al presidente del Consiglio comunale Arcudi affinché «difenda il ruolo della massima istituzione cittadina, nel rivendicare il diritto di tornare a pronunciarsi sul tema anche alla luce delle nuove criticità emerse».
