di Maurizio Troccoli

Perugia è al 34esimo posto nella classifica italiana delle città che perdono più nati rispetto a inizio secolo, mentre Terni è al 60esimo posto, tra le città di provincia italiane, che conta 107 capoluoghi. Entrambe le province umbre si collocano, per il 2021, sotto la media nazionale per nuove nascite, continuando a perdere in termini di popolazione, più di quanto mediamente accade nel resto d’Italia. Se la media nazionale, per il 2021 scende, secondo le stime, a 6,7 nati ogni mille abitanti, Perugia ne registra 6,1 e Terni 5,5. Nel 2020 erano 6,2 in provincia di Perugia e 5,6% a Terni. Ma lo scollamento maggiore rispetto a inizio millennio, cioè rispetto al 2002 ce l’ha il capoluogo umbro: nasce il 30,3% in meno di perugini di quanto accadeva allora, mentre nasce il 26,3 percento in meno di ternani in rapporto allo stesso periodo. Le province umbre, più delle altre del Centro Italia ha conosciuto la flessione, a partire dal 2008, in concomitanza con la grande crisi finanziaria ed economica, mentre nel Sud del Paese e nelle isole il calo è iniziato già dal 2002.

UMBRIA LA PEGGIORE DEL CENTRO ITALIA

I dati Nella provincia pugliese Barletta Andria Trani, nascono il 40% di bimbi in meno rispetto al 2002 ed è in cima alla classifica della perdita di culle, mentre è Parma a perderne di meno con un 13% di calo. La media nazionale indica un crollo del 28% tra 2020 e 2002, cioè 125.550 nuovi italiani in meno ogni anno, mentre nel 2021 ne mancano all’appello 136mila. Nel mese di gennaio del 2021, che dovrebbe contare i figli del lockdown del 2020 ci sono, in Italia, 5mila nati in meno rispetto al gennaio precedente.

Approfondimento «A tassi di natalità che vanno poco oltre il 5 per mille – ha commentato Gian Carlo Blangiardo, presidente Istat , al Sole 24 Ore – si contrappongono tassi di mortalità già ben al di sopra del 10 per mille. Il saldo naturale negativo, ormai nell’ordine delle 300mila unità annue, porta quasi inevitabilmente a proseguire lungo la via del calo del numero di residenti, imboccata da ben otto anni». L’Italia, ormai da anni ha il tasso di natalità peggiore nell’area Euro, dove invece vincono Irlanda, Cipro e Francia. La riflessione sull’andamento allarmante per molti aspetti, porta all’individuazione di soluzioni in politiche che favoriscano la natalità, con aiuti economici per le famiglie e l’integrazione di stranieri.

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