Un neonato (©Fabrizio Troccoli)

Poco più di 4.400, per la precisione 4.461. L’Umbria ha toccato nel 2025 un nuovo record negativo delle nascite secondo il report diffuso mercoledì dall’Istat. Rispetto al 2024 si tratta di un calo di poco inferiore al 6 per cento, due punti in più rispetto alla media nazionale. Guardando al 2008, ovvero all’anno in cui, come si vede dal nostro grafico, è stato toccato il picco degli ultimi 27 anni, il numero delle nascite si è quasi dimezzato nel Cuore verde.

I numeri A livello provinciale, nel 2025 quella di Perugia passa da 3.606 bimbe e bimbi a 3.375 (-6,4 per cento), mentre quella di Terni da 1.130 a 1.086 (-3,9 per cento). La parabola discendente è testimoniata anche da altri dati. Se in Umbria tra il 1995 e il 2025 il numero medio di figli per donna è rimasto nel complesso stabile (da 1,08 a 1,06), l’anno scorso le italiane hanno avuto meno di un figlio a testa (0,99, il dato più basso in Italia dopo Sardegna, Liguria ed Emilia-Romagna), mentre quelle straniere 1,61, una dato comunque inferiore alla media nazionale (1,74). Quanto all’età media delle donne, si è passati dai 30,1 del 1995 ai 33,2 dell’anno scorso.

In Italia A livello nazionale, il calo delle nascite prosegue, anche se con differenze tra i territori. Nel 2025 i bambini nati in Italia sono stati 355.772, il 3,8 per cento in meno rispetto all’anno precedente, con una perdita di circa 14mila unità. Dal picco del 2008, quando si superarono i 576mila nati, la riduzione è del 38,3 per cento. La tendenza è proseguita nei primi sette mesi del 2026, con poco meno di 197mila nascite, in calo dell’1,1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. A diminuire è anche il numero medio di figli per donna, sceso a 1,14 nel 2025, contro 1,18 nel 2024; dato largamente lontano dalla soglia di 2,1 figli necessaria per assicurare il ricambio generazionale. La flessione riguarda sia le italiane, passate da 1,11 a 1,07 figli per donna, sia le straniere, per le quali il valore è sceso da 1,81 a 1,74. Le stime provvisorie relative ai primi sette mesi del 2026, non disponibili al momento a livello regionale, indicano un’ulteriore discesa a 1,13.

I territori Sul piano territoriale, il Centro registra il livello di fecondità più basso, pari a 1,07 figli per donna; seguono il Nord con 1,15 e il Mezzogiorno con 1,16. La Sardegna resta la regione con il valore minimo, 0,85, mentre la provincia autonoma di Bolzano raggiunge il massimo, con 1,54. Cresce intanto l’età in cui si diventa genitori. Nel 2025 le donne hanno avuto un figlio in media a 32,7 anni, contro i 32,6 del 2024. Per il primo figlio l’età media ha raggiunto per la prima volta i 32 anni; tra le madri italiane sale a 33,2 anni, mentre tra quelle straniere si attesta a 29,9. Le nascite fuori dal matrimonio sono state 156.874, pari al 44,1 per cento del totale, in aumento di 0,9 punti percentuali sul 2024. Nel Centro la quota ha raggiunto per la prima volta il 50,1 per cento; nel Nord è al 43,1 e nel Mezzogiorno al 42,3 per cento.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.