Sono 50mila i nuovi ulivi messi a dimora nel 2025 a Tenimenti, in Toscana, nell’ambito del progetto Bosco Monini, avviato nel 2020 e sviluppato tra Umbria, Toscana e Puglia. Con le nuove piantumazioni, il progetto raggiunge quota 832mila alberi su una superficie complessiva di 1.618 ettari, di cui 633 destinati agli oliveti.
Il progetto Tutte le superfici olivicole del progetto, spiega l’azienda in una nota, sono coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica. Inoltre il 100 per cento della superficie olivicola del gruppo di sistemi di irrigazione di precisione, pensati per ridurre i consumi idrici e migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua attraverso tecnologie dedicate. Nel 2025 è stato inoltre raggiunto l’obiettivo di dotare il 100 per cento della superficie olivicola del gruppo di sistemi di irrigazione di precisione, pensati per ridurre i consumi idrici e migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua attraverso tecnologie dedicate.
Transizione Tra le pratiche adottate c’è anche l’inerbimento tra le file degli olivi, una tecnica che prevede la crescita controllata di piante di copertura. Questo sistema contribuisce ad aumentare la sostanza organica nel terreno, favorisce il fissaggio della CO2 e migliorare la stabilità del suolo. Avviato con l’obiettivo di sostenere la produzione di olio extravergine di oliva biologico, 100 per cento italiano e di alta qualità, Bosco Monini rientra nel percorso di transizione ambientale dell’azienda e punta a integrare la produzione agricola con una gestione più efficiente delle risorse naturali.
Educazione Il progetto è stato affiancato anche da un’attività di educazione alle pratiche agricole responsabili, che ha coinvolto 851 scuole primarie in tutta Italia. Attraverso i personaggi Mo’ e Nini, le classi sono state accompagnate alla scoperta delle tecniche adottate nei campi, della tutela della biodiversità e dell’uso consapevole delle risorse naturali.




