Nasce anche in Umbria Agrivenatoria biodiversitalia, l’associazione fondata da Coldiretti e dal Comitato nazionale caccia e natura che riunisce le aziende agrivenatorie della regione, per una gestione del territorio che tenga conto degli interessi economici e ambientali. Gli obiettivi: mettere un freno alla proliferazione delle specie selvatiche, la gestione coordinata dei territori, la valorizzazione del turismo e della biodiversità e molto altro.
L’associazione Lo scopo dell’associazione, che viene fondata a livello nazionale nel luglio del 2022, è quello di creare una rete di aziende che portano avanti un modello di gestione della fauna e del territorio equilibrato e sostenibile capace di dare valore alla biodiversità in sintonia con la produzione agricola e la gestione silvo-pastorale del Paese. «Tra le mission della nostra associazione – ha spiegato Niccolò Sacchetti, presidente di Agrivenatoria biodiversitalia nazionale – quella di valorizzare l’immagine ed il ruolo delle imprese e delle attività faunistiche-venatorie nell’economia dei territori, nella tutela dell’ambiente e del paesaggio». Secondo il presidente Coldiretti Umbria, Albano Agabiti, è necessario sostenere una «campagna attrezzata che guarda al futuro, in grado di offrire servizi alle persone, attraverso la gestione dei beni comuni, e valorizzare il ruolo del cacciatore di presidio delle aree interne».
Gli obiettivi Tra le prospettive di sviluppo messe in campo da Agrivenatoria biodiversitalia per l’Umbria ci sono la valorizzazione del ruolo turistico delle aziende faunistico venatorie, «sulla scorta di quel che è stato fatto negli anni passati con l’enoturismo, avviando al contempo un lavoro con le scuole – continua Agabiti – un’opportunità importante può venire anche dalla creazione di una nuova filiera agroalimentare della carne di selvaggina, capace di creare valore economico soprattutto nelle aree svantaggiate». Al centro degli obiettivi anche quello di supportare gli «istituti privati di caccia e la tutela, la gestione e il prelievo di un patrimonio faunistico ben curato – per Guido Vivarelli Colonna, referente AB Umbria – occorrono norme chiare e dignità economica, anche attraverso canali di finanziamento oggi preclusi agli istituti privati di caccia in quanto tali». Non ultimo, poi, l’impegno a porre «un argine alla proliferazione indiscriminata di specie selvatiche che mettono a rischio la vita dei cittadini sulle strade e le produzioni agroalimentari made in Italy ma anche di tutelare l’ambiente, attraverso la prevenzione agli incendi e al dissesto idrogeologico e combattere il cambiamento climatico».
Biodiversità «La gestione del nostro territorio e delle sue meraviglie non possono essere unilaterali, solo ecologiste o solo venatorie – ha proseguito Sacchetti – ma è necessario vivere e condividere un processo virtuoso per risultati migliori, in cui gli interessi economici sono interessi ambientali e della biodiversità». È proprio sul tema della biodiversità che è intervenuta la presidente della Regione, Donatella Tesei, definendola «un valore portante dell’Umbria, così come lo è la sostenibilità, parola spesso abusata e lasciata volare nell’aria». Sempre per Tesei, è necessario «recuperare quei territori che non sono più sotto il controllo dell’uomo, sostenere l’agricoltura di montagna e gestire gli animali selvatici»; la Presidente ha anche supportato la valorizzazione delle carni selvatiche.
