di M. To.
Per farlo, lo faranno. Ma l’edizione numero sedici del ‘Narni black festival‘ rischia di risultare fortemente ridimensionata. Ed il timore è giustificato dal fatto che sullo stesso sito internet della manifestazione non appare alcuna anticipazione.
I costi L’edizione 2014, di sicuro, non potrà contare sul budget – circa 120mila euro, 50mila dei quali messi a disposizione dal Comune – dell’anno scorso, anche se Paolo Pegoraro, presidente dell’associazione che organizza il tutto, fa professione di ottimismo: «Di sicuro l’amministrazione comunale non potrà garantirci lo stesso contributo, ma i rapporti restano buoni come sempre e siamo certi che il Comune sarà ancora al nostro fianco».
La crisi Il presidente dell’associazione ‘Narni black festival’, già lo scorso anno, non si era nascosto: «I costi, anche della musica – aveva detto – diventano sempre più elevati, ma non è vero che, se c’è la crisi, si deve smettere di fare, anzi, bisogna diventare più creativi». Ma l’edizione 2013, pur avendo in cartellone un paio di serate di altissimo livello – Gino Paoli insieme a Danilo Rea, e Dado Moroni insieme a Max Ionata – aveva fatto storcere un po’ il naso a chi aveva trovato un po’ poco ‘black’ la manifestazione».
L’organizzazione Pegoraro, però, non sembra affatto preoccupato: «Stiamo lavorando per allestire un cartellone degno di nota – spiega – credo che entro la prossima settimana saremo nelle condizioni di organizzare una conferenza stampa on line nella quale ufficializzare i nomi degli artisti con i quali, proprio in questi giorni, stiamo stipulando i contratti». Anticipazioni? «Non è il caso, non sarebbe corretto proprio nei confronti degli artisti».

Sono i nomi degli artisti che fanno la differenza…
Non c’è crisi se si portano gli artisti giusti e relazionati al nome della manifestazione!