La primavera, nelle campagne umbre e in montagna, può nascondere un’insidia piuttosto pericolosa. Le vipere, unici serpenti velenosi in Italia escono dal letargo per quella che è la loro “stagione degli amori”. Per questo è molto più facile incontrarle. Così come sarà pericoloso, poi, alla nascita dei piccoli. Carlo Guidi, direttore del Rettilario di Perugia, la struttura all’ingresso della Città della Domenica, spiega cosa fare in caso di morso.

Cosa fare «In caso di morso di vipera accertato c’è tutto il tempo necessario per andare al pronto soccorso – afferma Guidi – ma è bene farlo il prima possibile. La quantità di veleno che l’animale inocula, infatti, non è così pericolosa e in ospedale verrà comunque valutata attraverso l’analisi del sangue per poi approntare le cure del caso. L’uso del siero deve essere l’ultima spiaggia in quanto a volte è più pericoloso del veleno stesso e può portare a shock anafilattico».

Non incidere né succhiare Da sfatare i luoghi comuni come l’incisione dell’area colpita del morso. «Incidere è estremamente dannoso – prosegue – perché amplia la superficie di assorbimento dei tessuti. Inoltre, è pericoloso perché si può lesionare accidentalmente un vaso facilitando quindi l’entrata del veleno direttamente in circolo e provocando un forte stress all’organismo, specie per coloro che già soffrono di problemi cardiaci. Un’altra mossa da evitare è la suzione del veleno in quanto operazione inutile visto che le tossine una volta entrate non possono essere rimosse».

No laccio emostatico Mai porre, poi, un laccio emostatico a monte «perché – dice l’esperto – si rischia di lasciare i tessuti senza ossigeno. È indicato, invece, fare un bendaggio linfostatico né troppo stretto né troppo lento come per la slogatura di una caviglia perché rallenta l’assorbimento del veleno ma al contempo permette all’ossigeno di arrivare ai tessuti. Essendo i viperidi dotati di un veleno prevalentemente emotossico, se il laccio viene portato per troppe ore, può comportare la necrosi dei tessuti per mancanza di ossigeno».

Bere tanta acqua «La prima cosa da fare, in caso di morso alle mani – secondo Guidi – è togliere subito gli anelli perché il morso provoca gonfiore. Inoltre, non bisogna bere alcolici che sono vasodilatatori, né occorre mettere del ghiaccio perché, al contrario, è vasocostrittore. Un importante accorgimento è quello di bere tanta acqua».

Animali esotici Essendo uno dei massimi esperti di rettili velenosi in Italia, ma anche direttore del rettilario di Lisbona, consulente dello Zoo di Roma, collaboratore e consulente dei Ministeri dell’ambiente e delle politiche agricole e forestali, Carlo Guidi è stato spesso chiamato in tutta Italia per catturare o identificare animali esotici. «Se individuate un animale esotico – spiega – anziché ucciderlo, danneggiando l’ecosistema, potete fare una foto e mandarla alla nostra email in modo da poterne identificare la specie, valutarne la possibile pericolosità ed eventualmente l’intervento di chi di dovere».

Laboratori didattici Per i bambini delle scuole, il parco Città della Domenica offre la possibilità di partecipare a vari laboratori didattici. Nel rettilario, ad esempio, c’è quello dal titolo “Paleontologo – Fossili ed evoluzione”. «Oltre ad ammirare serpenti e coccodrilli – conclude Guidi – i ragazzi possono vedere fossili e reperti che spiegano l’evoluzione della vita nell’universo. Vogliamo sensibilizzare i giovani a quella che era la vita del passato dando un messaggio di conservazione per il futuro».

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