Torna a disposizione dei fedeli, e non solo, l’antica chiesa parrocchiale dei santi apostoli Pietro e Paolo in Monteleone di Orvieto.
Messa e processione La solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, è in programma alle ore 18 e sarà preceduta dalla processione che partirà alle 17,30 dalla chiesa del Crocifisso. Sempre in occasione dell’evento della riapertura al culto, sarà allestita nei locali adiacenti alla chiesa dei santi Apostoli Pietro e Paolo una mostra esplicativa delle opere di consolidamento e restauro e della storia di questo significativo luogo di culto, a cura dei progettisti
Il parroco «Dopo poco più di un anno di lavori di consolidamento e restauro, con interventi urgenti sulle coperture e su alcune parti interne – spiega il parroco, don Aldo Gattobigio – la popolazione di Monteleone di Orvieto ritorna a fruire del luogo simbolo della sua fede e della sua storia quasi millenaria. La riapertura al culto della nostra chiesa parrocchiale – commenta il parroco – sarà vissuta come una grande festa di popolo di Dio e sorprendente sono state sia l’aspettativa che la mobilitazione suscitate da quest’evento in tante persone che hanno voluto partecipare ai lavori di pulizia dopo la fine dei lavori interni; che hanno reso più luminosi gli ambienti dando nuova vitalità. Anche da parte delle autorità civili e culturali locali si è colto non poco entusiasmo e coinvolgimento per preparare al meglio la riapertura al culto della chiesa dei santi Pietro e Paolo».
La storia La chiesa, stando ad alcune relazioni delle visite pastorali dei vescovi di Città della Pieve sorse nel 1054, con la nascita del castello, costruita al centro dell’originario nucleo fortificato: «Notizia che riteniamo direttamente mediata – scrivono i curatori della relazione storico-artistica – dallo storico cinquecentesco, orvietano, Cipriano Manente che vuole Monteleone fondata in quell’anno». Nel corso dei secoli la chiesa è stata interessata da diversi interventi di restauro, ristrutturazioni ed ampliamenti, come quello della metà del secolo XVII, ma il più significativo risale all’inizio del ‘900, ad opera dell’ingegner Paolo Zampi di Orvieto. Questi ridisegnò completamente la chiesa rendendola nella forma architettonica in cui si trova attualmente, con la costruzione delle navate laterali che eliminarono le cappelle risalenti alla prima metà del secolo XVIII. Particolare della chiesa è la sua cripta realizzata sotto l’altare, dove è custodita l’urna con la reliquia di san Teodoro.
Il costo L’importo complessivo per la realizzazione delle opere di consolidamento strutturale e restauro della chiesa è stato di circa 300 mila euro, di cui la metà finanziata dall’otto per mille e la restante da fondi parrocchiali e diocesani.
